Il 29 giugno 1944 era giorno festivo dedicato ai SS. Apostoli Pietro e Paolo. Dopo i violenti cannoneggiamenti americani sul vecchio borgo dei giorni precedenti regnava una quiete quasi irreale, rotta soltanto dal suono delle campane. In paese, non c'erano più soldati tedeschi né militi della RSI e nemmeno i personaggi più in vista dell'ormai sconfitto regime fascista. Tutti verso il Nord! In quel pomeriggio apparvero nei campi di grano che circondavano le case i primi esploratori americani di un reggimento di fanteria della V Armata, Prima Divisione corazzata del generale Harmon. Erano andati loro incontro i membri del CLN clandestino con bandiere bianche e tricolori dalle quali era stato strappato lo stemma dei Savoia! L'incontro fu fraterno, dato anche che tra gli americani c'erano alcuni figli di paesani emigrati all'inizio del secolo degli Stati Uniti! Dopo soli cinque giorni il Responsabile militera USA Clive Robertson e il CLN locale avevano già insediato il primo sindaco della Liberazione e l'Amministrazione Comunale iniziò il duro lavoro della ricostruzione, materiale e morale, dopo vent'anni di dittatura fascista e le tragedie della guerra.
Tali avvenimenti saranno una costante da Roma fino al blocco dell'avanzata degli Alleati lungo la "linea gotica" nell'autunno inverno 1944.
Nonostante la presenza a macchia di leopardo delle formazioni partigiane sul territorio e del ruolo importante che la guerra partigiana ebbe per logorare le forze nazifasciste, è del tutto evidente che i liberatori furono i soldati degli eserciti Alleati e, in primo luogo, gli americani.
E' perciò a loro che rivolgo il mio "Grazie!" un grazie velato di amarezza perchè praticamente nessuno in Toscana si è ricordato di loro, ha intitolato viali, piazze, eretto munumenti ai vostri caduti e al vostro onore. Grazie per averci riportato la democrazia e la pace.






