venerdì, 31 agosto 2007

Si fa per dire, mariti. Ma si può trattare di coppie di fatto! Tuttavia il problema va risolto senza che nessuna coppia si trovi divisa, in modo da salvaguardare sempre e comunque la pudiciza delle donne.

"Tre mariti gelosi si trovano con le rispettive mogli sulla sponda di un fiume che devono attraversare disponendo di una imbarcazione che non può portare più di due persone alla volta. Come si può effettuare la traversata tenendo conto che nessuno dei tre mariti vuole lasciare la propria moglie in compagnia degli altri due se egli non è presente?"

Il problema si rifà a quello celebre : "Propositio de tribus fratribus singulas habentibus sorores. E' uno dei tanti rompicapo denominato oggi "problemi di attraversamento". Fu molto noto nel Rinascimento.

A presto! karl.

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giovedì, 30 agosto 2007

Per carità, non intendo scimmiottare (e non ne sarei capace!) Dostoevskij e le sue "Memorie del sottosuolo". Il mio sottosuolo non è la deportazione né i lavori forzati (dato che sono in pensione) e l'inclinazione al "pessimismo" nasce sia dal mio vissuto che da personali considerazioni sulle vicende del nostro tempo, queste ultime, destinate, a quanto posso intravedere, a farsi ancor più angoscianti! Ho aperto questo piccolo spazio comunicativo senza alcuno scopo preciso, se non poter comunicare con quattro o cinque persone che conosco e mi conoscono, elettronicamente e "de visu". E' anche un gioco, in definitiva, una specie di diario pubblico. Gli dedico una mezz'ora prima di andare a letto.

Sono una persona facilmente identificabile. E non ho difficoltà a lasciare il mio indirizzo di posta elettronica: karl38cg@libero.it al quale è possibile scrivermi, se non altro per chiedermi in omaggio un libricino di poesie che uscirà il prossimo 3 settembre!

Mi pare che in esso si trovi anche la poesia che trascrivo:

Lettera a Epicuro.

Tu che hai insegnato/il vero scopo della vita:/il piacere senza tormento/di bene o di male;/che la sorte degli uomini,/dell'infinita/materia e del nulla,/hai reso libera da ingannevoli/tributi agli Dei;/che con la felicità/hai sconfitto/la Morte;/dimmi, maestro mio/amato:/perché non cessa/il pungente dolore/che il cuor mi stringe/l'amore impossibile?

Vedi dunque quante sfumature si celano nell'animo umano!

Buonanotte!

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giovedì, 30 agosto 2007

L'ultimo ed unico testimone diretto dell'uccisione di Norma Parenti (23 giugno 1944) è morto  due giorni fa a Massa Marittima (GR). Si chiamava Italo Moschini ed era nato in quel comune nel 1921. Lo voglio ricordare perchè fu grazie a lui, a seguito dell'intervista che gli feci nell'anno 2002, che riuscii a pubblicare una biografia attendibile di Norma Parenti, in due dei miei lavori più importanti: "La piccola banda di Ariano. Storie di guerra e di Resistenza nelle Colline Metallifere Toscane (1940-1945)" e "Un Angelo a Massa Marittima...Norma Parenti". Al momento dell'intervista Italo era già in là con gli anni e soffriva per i postumi di un ictus, ogni tanto interrompeva il suo racconto e la registrazione, mettendosi a piangere! Io gli dicevo: "Scusatemi Italo se vi procuro tanto dolore nel ricordare la morte di vostro babbo e di Norma...chissà poi quante volte vi sarà toccato di ripetere queste cose...a ricercatori, studenti, uomini politici..." "Ma che dici, bimbo!" esclamava Italo "sei il primo che nella mia vita è venuto a casa mia ad ascoltare queste vicende!" Vedi come si fa la Storia! A Massa Marittima e in tutta la Maremma Norma Parenti, eroina della Resistenza, medaglia d'oro al valor militare, è conosciutissima e amata, ma nell'immaginario collettivo è l'amore per una "icona" ieratica e intoccabile. Grazie a Italo, a Sergio Parenti, a Dino, a Lido a Gabriella a Mario ed altre semplici persone animate dalla ricerca della verità, Norma Parenti è oggi assai più vicina a noi, con l'immagine della sua bellezza, delle sue paure, del suo coraggio e del grande ideale cristiano di fratellanza e solidarietà che l'animava.

Norma Parenti

(Monterotondo Marittimo, 1/6/1921 - Massa Marittima, 23/6/1944). Medaglia d'Oro al valor militare alla memoria; eroina della Resistenza; torturata e assassinata dai fascisti della RSI, al comando di ufficiali delle SS tedesche.

A vent'anni la bellezza non muore,/l''odio non scalfisce l'amore;/a vent'anni tra gli ulivi d'argento/Norma, sei vergine ancora!/Oh! i neri aguzzini,/le croci uncinate in sporche uniformi,/anime gelide, figli del Male,/ti spezzano le carni, i denti,/il tenero pube, il sorriso:/ma non avranno il tuo cuore!/A vent'anni la bellezza non muore,/l'odio non scalfisce l'amore;/a vent'anni tra gli ulivi d'argento/Norma, sei vergine ancora!/Di Maremma sei l'Angelo invincibile,/Norma Parenti, occhi di fiordaliso,/labbra porporine, fanciulla indifesa,/Apostolo di pace e di solidarietà!/A vent'anni la bellezza non muore,/l'odio non scalfisce l'amore;/a vent'anni tra gli ulivi d'argento/Norma, sei vergine ancora!/Ora sei vento nei vicoli antichi,/speranza di campi profumati,/sei l'Ideale che batte/nei cuori assetati di fratellanza;/sei tortora e nido,/sei fonte e sei rivo,/sei marmo e memoria,/tramonto e aurora,/sei cielo e mare,/sei fiamma eterna di Libertà!/A vent'anni la bellezza non muore,/l'odio non scalfisce l'amore;/a vent'anni tra gli ulivi d'argento/Norma, sei vergine ancora! (testo di karl,2007).

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mercoledì, 29 agosto 2007

Sarà stata l'afa opprimente a rendermi pigro, ma non sono riuscito a combinar nulla in quest'ultima settimana. I tre piccoli lavori poetici, ormai ultimati da tempo, sono ancora in attesa di veder la luce. E questa attesa acuisce in me l'ansia, perchè mi assalgono molti dubbi sul perché abbia deciso, per la prima volta nella mia vita, rendere pubblici i miei reconditi sentimenti. Leggo poco, non guardo la televisione, e l'unica vera meravigliosa occupazione è portare, mattino e pomeriggio, il mio nipotino al giardini pubblici! Molte delle ricerche storiche avviate da anni, dormono nella memoria del computer. La lista delle "cose da fare e degli impegni da mantenere" non s'è accorciata. Tranne che con le mie due più importanti amiche, Trudi ed Elie, alle quali scrivo a mano dato che non si sono piegate alla scrittura elettronica, non ho contatti e faccio languire ogni altra forma di comunicazione. Salvo poi lamentarmi per la solitudine che mi circonda! Addirittura non ho ancora preparato nulla da leggere il prossimo 2 settembre a Belforte, alla ripresa dei Piccoli Incontri Letterari, alla Casa della Memoria "L'Aquilante", appuntamento al quale tengo moltissimo, per diversi motivi.

Sì, ho nel labirinto del mio cervello, l'idea di un racconto breve (sarebbe il primo!), nel quale si parla di una vacanza e dell'incontro tra un anziano intellettuale e una giovane donna, una antropologa, e dello sbocciare di un amore del quale, alla fine, resterano sconosciuti gli esiti. Lo vorrei chiamare "Non si può mai sapere cosa accadrà...", e lo vorrei dedicare  ai cari amici ed amiche del PIL di Belforte, luogo magico, l'Aquilante, che mi ha fatto ritrovare scintille di creatività e sogni creduti svaniti per sempre.

Stasera poi, durante la passeggiata serotina con il mio vecchio cane, mentre ancora non ho le idee chiare sul primo racconto, ho cominciato a pensare al secondo: "Deragliamento sul binario morto, nella Selva Boema", un racconto che intreccia finzione e realtà, pura casualità e morte e si snoda tra il 1957 ed il 1989.

E adesso, mentre scrivo su questo blog, mi si affaccia alla mente il terzo: "La ragazza del Corno d'Oro", l'incontro tra due giovani, l'occidente e l'oriente, nel maggio 1968, nella sonnolenta Anatolia, mentre a Parigi la gioventù in rivolta dava la scalata al cielo! Oh! Jasmine, che dolore non rivederti mai più! Nè sulla terra, né in Paradiso, né con Muhamed né con Gesù!

 Un bacio, karl.

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venerdì, 24 agosto 2007

1) Finalmente al mio paese è stato aperto un Bed&Breakfast, "La terrazza sotto il cedro" e, se non per altro, lo segnalo per la liricità del nome! L'idea è nata da una gentile signora, Fabrizia, una cara amica, che non solo può dare brillanti lezioni di decorazione, pittura, cucina creativa ed anche insegnare a preparare eccellenti confetture e marmellate, ma può intrattenere i gentili ospiti con molti argomenti culturali, di pittura, di cinema  e di costume. Nel cuore della Toscana, tra il Chianti e la Maremma, si, è vero, ma con qualcosa in più: un grande giardino privato;  acque termali naturali, sconosciuti siti archeologici, manifestazioni naturali e sfruttamento del calore della terra, in un ambiente appena sfiorato dalla "globalizzazione". Ogni stagione dell'anno vi offrirà inattese bellezze!

email: fabridoloverti@libero.it  -   www.laterrazzasottoilcedro.it  -    info@laterrazzasottoilcedro.it

2) 1 settembre: a VOLTERRA, ore 18 nella Piazza dei Priori si terrà la Cerimonia ufficiale del gemellaggio con la città di Wunsiedel (Franconia bavarese, Germania). E' il secondo gemellaggio di Volterra, dopo quello con la città di Mende (Lozere, Francia). La FESTA del gemellaggio sarà ricca di manifestazioni ricreative, gastronomiche storiche in costume e culturali. Durera tre giorni, 1, 2 e 3 settembre.

3) 2 settembre (domenica): a BELFORTE (SI). Alle ore 17, nella Casa della Memoria, l'Aquilante, ritornano i PIL (Piccoli Incontri Letterari) coordinati da Daniela, nei quali si riscopre la gioia di stare insieme, di parlare di poesia e di letteratura, sia in quanto frutto della propria creatività, sia di materiale edito di letterati più o meno famosi del mondo intero. Un paio di ore serene nella tumultuosa routine d'ogni giorno.

4) 2 settembre (domenica): a PITIGLIANO (GR), dalle ore 10 al tramonto, Giornata Europea della Cultura Ebraica, TESTIMONIANZE.  Le testimonianze ebraiche a Pitigliano sono: a) il cimitero ebraico, la Sinagoga e gli antichi locali del Ghetto scavati nel tufo, rari in Toscana; b) la mostra permanente di cultura ebraica, che si apre sotto la Sinagoga; c) l'olio ed i vini kascher, le Pesach della "Piccola Gerusalemme" venduti in vari negozi ed enoteche del Borgo; d) i libri della religione e della cultura ebraica, le stampe, le cartoline, gli oggetti provenienti direttamente da Israele o prodotti da artisti ebrei italiani, esposti e venduti nella reception; e) le opere che Ruben Benayà, senese, miniaturista di arte ebraico-italiana, esporrà ai visitatori; f) vorrei aggiungere anche la gentilezza di Martina, Roberto, Elena ed altri membri della "Piccola Gerusalemme" che accoglieranno gli amici venuti spesso da molto lontano ed anche il Vescovo S.E. Mario Meini che dall'alto del suo magistero collabora con amore a rendere Pitigliano luogo eucumenico di tolleranza e di cultura universale. 

La visita al cimitero ebraico avverrà in gruppi a partire dalle ore 11,30 e dalle ore 16,30. (Peccato che quest'anno io sia al PIL di Belforte! Ma andate fiduciosi a Pitigliano, uno dei luoghi più suggestivi che esista al mondo!)

5) 8 settembre (sabato): a MONTALCINELLO (SI) alle ore 16, 00 presso il "Circolo Unitario", Caterina Trombetti, poetessa, presenterà il libro di EVALDO SERPI (tanti auguri, mio caro amico, io ci sarò!): LO STATUTO DI MONTALCINELLO. Interverranno illustri peronalità della cultura. Si tratta di un evento eccezionale per il piccolo borgo senese. Per informazioni:

www.montalcinello.it

e mail: info@montalcinello.it

Buona notte a tutti i miei conosciuti e sconosciuti "lettori"! 

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giovedì, 23 agosto 2007

Felice e ciarliero come poche altre volte, piroettavo sul magnifico terrazzo aperto verso il cielo nero, in attesa che le nubi s'aprissero sul manto stellato e sulla luna, incredibile, che ogni tanto irrompeva in uno squarcio di un giallo van gogh, annunciando lo stupore degli astri al tumulto del mio cuore! E proprio lassù ho incontrato una anziana e gentile signora, elegante in un taieur un po' fuori moda, una "villeggiante" che nell'udire il mio nome ha esclamato sorpresa "ma, io abito in un palazzo, nella città di *****, allo stesso piano di una signora, L., che ha il suo cognome! Siete parenti? Lei mi ha detto di avere lontani parenti a C." "Si, è proprio L. una cugina del mio babbo, dalla quale sono stato anch'io molte volte, quando andavo in quella città". E così s'è sviluppato un dialogo, un chiedere notizie, un rattristarsi subitaneo alle parole "N.? E' morto da diversi anni!" "E, mi dica, la salute di L.? le sembra un po'..." "Si, è un po' strana, forse soffre di nervi..." "Ne ha sempre sofferto, mi ricordo...". Mi ricordo: sulla scena di quegli anni lontani siamo rimasti ben pochi, ormai. E probabilmente ci sono soltanto io che ancora vede quelle immagini, anzi, che riesce ancora a riviverle. Forse è ancora vivo A. che mi aveva regalato due magnifiche raccolte rilegate del settimanale "Lo Sport Illustrato", anni 1953-1954, e che mi riprese quando ruppe il fidanzamento con mia cugina J! Forse è ancora viva R. una dolce cittina che abitava nella casa popolare di fronte a quella del mio zio "Socio" e con la quale andavo a comprare le bustine di francobolli in centro città, per poi scendere all'Alberino e al cinema della parrocchia, dov'era possibile stringersi le mani e darsi un rapido bacio, arrossendo e tremando nella penombra! Memorie lontane, come direbbe Nobili. E, infine, le due più grandi e maliziose donne L. e sua cognata A., al mio ritorno a casa, volevano il resoconto dettagliato delle mie ore e soprattutto del mio innamoramento, per ridere e canzonarmi! Allora le odiavo, in parte, come odiavo il bambino Silvano che rimpiattato sotto il tavolo, al momento della cena, non perdeva l'occasione di mordermi! 

E mentre attendevo la luna ed ero felice, ecco che il fluire dei ricordi lontani, m'ha reso triste e malinconico. Questo avviene agli adepti del "Club delle Stelle", cara Enrichetta! 

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martedì, 21 agosto 2007

O sink hernieder,/Nacht der Liebe!

l'ho pensato quest'anno due o tre volte anch'io! Ma, non in attesa della morte, bensì d'infiniti baci e carezze impossibili. Ci separava il baratro del tempo, ahimé, e dello spazio incommensurabile, così ho scritto "Solstizio d'estate":

Il giorno non finisce mai!/La luna sale tardi,/Venere e Giove tentano d'incontrarsi:/invano!/Cosmico sarebbe il congiungimento,/sconvolti il fluire del tempo,/i destini di tutti i viventi./Lo temo/e lo desidero,/mio perduto amore.

Senza nome/che separa!/Sempre! Sempre!/Nuovo nome!/Nuova fiamma/sempre, sempre/avvinti insiem./Fiamma ardente in cor!/Somma voluttà.

Trad. in prosa ritmica del testo originale.

Divina meraviglia che c'innalza al di sopra del grigio presente e delle meschinità umane!

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lunedì, 20 agosto 2007

Percorrendo la strada regionale 439 da Volterra a Massa Marittima, oltrepassato Castelnuovo di Val di Cecina di circa 4 Km., si trova un bivio sulla destra che si immette su una strada sterrata. Sul bivio un antico crocifisso ligneo. La strada sterrata conduce a Bruciano, quella che fu un tempo una importante fattoria dei nobili Ricciarelli di Volterra, dal 1727 al 1909, per poi passare in mano ad altri proprietari, fino a quelli attuali, i Wesendonck di Monaco di Baviera. Il luogo è suggestivo per un originale Oratorio dedicato a S. Ottaviano e S. Maria, eretto nel secolo XIX su una fonte medievale e su un più antico insediamento etrusco-romano, e ricco di preziose memorie. La cripta sepolcrale custodisce le spoglie di Franz von Wesendonck (1916-2006), còlto intellettuale, personaggio conosciuto ed amato in tutte le Colline Metallifere Toscane. Da Franz ho potuto ascoltare, in memorabili e bellissimi pomeriggi trascorsi nella sua ricca biblioteca, la storia dell'amore breve, intenso e creativo, tra il genio della musica, Richard Wagner e la sua bisnonna, Mathilde Luckemeyer, sposata Wesendonck. Tutto si svolse a Zurigo, tra gli ani 1857 e 1859 e la vicenda di questa passione d'amore segreto, appare in realtà generosamente documentata in centinaia di volumi, nell'autobiografia di Wagner  e nell'epistolario. Ma, soprattutto, la trasfigurazione dell'amore terreno in "eterno amore", si trova nella musica. Infatti gli unici cinque Lieder di Wagner sono composti su testi di Mathilde: Der Engel, Stehe still!, Im Treibhaus, Schmerzen, Traume (L'angelo; Arrestati!; Nella serra; Dolore; Sogni), in quei fantastici venti minuti comunemente noti come "Wesendonck-Lieder. Cinque liriche per voce femminile". Ma l'amore per Mathilde ispirerà Wagner per quello che viene ritenuto il suo capolavoro assoluto, l'opera "Tristan und Isolde" (Tristano e Isotta), nella quale la parte "Isolde Liebestod" (Morte d'Isotta), costituisce uno dei vertici mai raggiunti dalla musica: alla fine dell'opera, Isotta, trafitta da un dardo, accanto a Tristano, inizia a cantare le dolci note di "Mild und Leise, wir er lachelt" (Dolce e calmo, come mi sorride!) in un continuo crescendo, fino a che la voce e l'orchestra si fondono in una cosa sola, al di là di ogni limite raggiungibile: Isotta è morta. E Franz mi mostrò con commozione gli spartiti musicali tra i quali, sul pentagramma, mischiate con le note, erano scritte frasi d'amore di Wagner per Mathilde! Salire a Bruciano, scendere nella cripta, sostare di fronte al sacello di Franz è dunque ritornare indietro nel tempo e forse rigenerarsi l'anima stanca e confusa, sentendosi accarezzati dalla bellezza e dall'imortale creatività dell'amore.

Nella serra (Im Treibhaus) - Studie zum Tristan und Isolde.

Sommi archi d'arboree corone,/Baldacchini di smeraldo,/Creature di remote terre,/Ditemi, perché piangete?/Tracciando segni nell'aria/Piegate silenti i vostri rami,/Mentre una dolce fragranza si leva/Muta testimone della sofferenza./Protese nella brama struggente,/Le braccia spalancate,/E folli stringete/Il desolato orrore del nulla./Certo, lo so, povere piante;/Noi dividiamo un uguale destino;/Sebbene irradiata di luce e calore,/questa non è la nostra terra!/E come il sole lieto si congeda/dal vuoto fulgore del giorno,/Chi veramente soffre/Nel buio del silenzio s'avvolge./Tutto è quiete, un sommesso fruscio/trepido si diffonde per lo spazio oscuro:/vedo gocce pesanti sospese/Al verde margine delle foglie.

Txt. Mathilde Wesendonck; Musik: Richard Wagnere; trad. Karl38.

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sabato, 18 agosto 2007

Ciao! Ho inserito la fotografia del monumento realizzato dal Maestro Andrea Roggi per la poetessa Dina Ferri (Radicondoli, 1908-Siena, 1930), una delle più intense voci liriche del primo '900. Il monumento si trova all'ingresso est del borgo di Radicondoli (SI), è stato posto in opera nel novembre 2006 e prelude le iniziative della commemorazione del Primo Centenario della nascita di Dina, che avverranno nel corso dell'anno 2008.

Dina Ferri, come altri sconosciuti poeti delle Colline Metallifere Toscane, è stato l'oggetto della mia ricerca storica e letteraria. Una ricerca e valorizzazione della "letteratura minima", quella più fragile, destinata a scomparire nel nulla, se non attraverso un'azione di recupero, divulgazione, promozione. Ciò si confà al mio sommesso canto, che, più d'una volta cercando di volare in alto come Icaro, è ripiombato pesantemente sul duro suolo terrestre!

Lo dico anche ad un/a caro/a amico/a sconosciuto/a, che lascia commenti bellissimi al mio diario: liriche e canzoni dolcissime, evocatrici, sognanti, appartenenti a grandi poeti del passato e musicisti famosi. Ne sono lusingato. Così posso dire di aver avuto come ospiti Thomas Champion (1567-1620), Robert Browning (1812-1889), uno dei maggiori poeti dell'Età vittoriana; Tristan Klingsor (1874-1966) e come musicisti J. Lennon ed M. Ravel.

Ma, come per la poesia, anche la mia conoscenza musicale è davvero "minima". Forse scriverò di come fui costretto a diventare un musicista della parola e non un musicista del suono. Più tardi. Mio padre e mio nonno, mia nonna e mio zio paterno ed altri miei parenti furono ottimi musicisti! Io ho "dirazzato".

Al gentile "commentatore" parlerò, con un po' più di tempo a disposizione, dell'unica voce lirica che ispirò i cinque Lieder a Wagner: Mathilde Wesendonck, che conosco per il racconto che mi fece un suo pronipote, mio carissimo amico, F. von Wesendonck, e del brano celeberrimo "Morte d'Isotta".

Quanti stimoli nuovi mi dà questo piccolo blog!

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venerdì, 17 agosto 2007

Copie de DSC04053E' già apparsa una breve notizia sull'opera di Bernard Vanel relativa a Volterra: "Ombres Toscanes" in data 1 luglio 2007. Oggi propongo la lettura della pagina 39, "Sui ponti", una breve descrizione che mi riguarda:

"Il pleut depuis hier sur les toits des Laberinti. Aujourd'hui, on ne verra ni Capraia ni la Corse. Et l'on ne sait plus, ce matin, à  l'horizon où le regard s'obstine, si ce sont les cheminées de Larderello qui fument ou les chataigniers qui brulent dans les bois de Castelnuovo. Carlo m'attend dans sa Punto. Nous avions rendez-vous à neuf heures Sui Ponti.  Et cependant la pluie tombe. Le mauvais temps l'attriste. Il s'en excuserait presque et je lis, dans la mélancolie de son sourire, le proverbe des montagnes, là-bas, au-delà de Pomarance, qu'il rappelle souvent:

Volterra, città dello sconforto!/o piove,/o tira vento,/o suona a morto...

Il a fait une élégie de ces mots que sa grand-mère lui répétait enfant, comme ceux d'une malédiction qui fait se lamenter les cloches de San Giusto quand le vent souffle fort et vient frotter ses rafales aux murs de la Guerruccia. Das parapluies s'éloignent, noirs de deuil, la garde basse, vers l'Albergo Nazionale et disparaissent à l'angle de la Via dei Marchesi. Comme dans un film triste de Mauro Bolognini".

Volterra,/città dello sconforto, o piove,/o tira vento, o suona a morto:/mi torna sempre a mente/questa nenia/della nonna,/quando il male mi lega/a una corsia d'ospedale/- e non son rare le volte - :/vedo occhi velati,/ascolto roche voci,/mai un sorriso/e mai una speranza/allietan la tetra stanza./E' pur lenta la fine/per chi l'invoca tanto!/Dove son dunque/i ricordi dei tempi/felici? Dove i moti/degli affetti che legano/la vita alla terra?/il dolce pube che(lo scrigno serra?/Tremendo dubbio, Volterra,/dell'umano cammino,/il senso, la forza,/e che il destino umano/dell'amore sia dono./Qui Dio non c'è, non è/col prete mattutino/che ha troppa fretta/d'andare/per il suo cappuccino./C'è il Dio del dolore./E ognuno muore solo.

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