GIORNATA DELLA MEMORIA.
Il 27 gennaio 1945, si spalancarono finalmente i cancelli di Auschwitz.
Oltre sei milioni di vite umane erano passate per i camini dei forni crematori.
Tra loro, il corpo della piccola Gigliola, di appena sei mesi di età, nata
nel Campo di Concentramento di Roccatederighi, in Maremma.
La memoria si alimenta con la ragione, la tolleranza, l’amore.
La libertà di coscienza e il rispetto per i “diversi”
ne sono presupposti fondamentali, in tutti i tempi.
Marie Durand, la protagonista della nostra storia, nacque nel secolo
dei Lumi. Rimase incarcerata per 38 anni con altre decine di donne
che professavano la fede “ugonotta”. Queste vite spezzate di donne,
vittime dell’assolutismo politico, del fanatismo cattolico, e dell’intolleranza,
sono alla base della “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo”.
Una storia di donne…un forte messaggio per la dignità umana e la libertà di coscienza(Parte prima).
“La verità non ha ora, è di tutti i momenti, specialmente dei momenti
in cui ci sembra inopportuna”.
A. Schweitzer
“...anéantir l’etre, c’est la loi de toute tyrannie; écraser toute personnalité intellectuelle et religieuse qui se dresse, briser les coeurs en meme temps que les esprits et les volontés. C’est contre cette tentative des autorités...que Marie Durand eut à “résister”. (1)
E. Gamonnet
(1) ”...annullare l’individuo è la legge di tutte le tirannie; schiacciare le personalità intellettuali e religiose che tentano di sollevarsi, confondere congiuntamente i sentimenti, lo spirito e la volontà degli uomini. E’ contro questo tentativo autoritario che Marie Durand ha resistito.”
Marie Durand
(1711 – 1776)
Dramma dell’intolleranza e della resistenza
INDICE
Introduzione.
Personaggi, luogo di svolgimento, epoca dei fatti.
I. Anno 1730, città di Nimes. Palazzo vescovile.
II. Interno di un mulino a Nimes.
III. Piazza della Frutteria a Nimes.
IV. Assemblea dei protestanti nelle Cèvennes.
V. Cella sotterranea della prigione di Nimes.
VI. Cella della Torre di Costanza ad Aigues-Mortes.
VII. Notte, arrivano nuove prigioniere.
VIII. Marie Durand scrive una lettera.
IX. Buone notizie.
X. 1768. La liberazione.
XI. Bouchet de Pranles.
XII. Marie Durand e Victorie.
XIII. 1776, morte di Marie Durand.
XIV. 1789. Allez à la tour de Costance, souvenez vous, toujour.
Fonti.
Ringraziamenti e note.
INTRODUZIONE
Marie Durand nacque il 15 luglio 1711 a Bouchet de Pranles fra le gole dell’Ardèche in Francia. La sua famiglia era di confessione ugonotta (riformati francesi), percorsa da una pietà protestante sobria, radicata nelle letture bibliche, lontana dai risentimenti, disposta a mediare. Erano gli ultimi anni di regno di Luigi XIV, il famigerato re che aveva instaurato in Francia il potere assoluto e che nel 1685, con l’editto di Fontainebleau, aveva revocato l’editto di Nantes del 1598, ponendo fine alla tolleranza religiosa nei confronti di confessioni diverse dal cattolicesimo. Il sovrano aveva decretato: la distruzione dei templi riformati; il divieto assoluto di praticare la “religione pretesa riformata” in pubblico e in privato; la chiusura delle scuole protestanti; la fuoriuscita dei Pastori dai confini del regno entro quindici giorni dall’entrata in vigore dell’editto, se non avessero abiurato; la confisca dei beni agli irriducibili; la condanna a remare a vita sulle navi reali per l’emigrante clandestino se uomo, il convento e la prigione se donna; l’obbligo del catechismo cattolico ai bambini, ribattezzati in massa.
La famiglia di Marie continuò a praticare la religione riformata a livello domestico e nelle assemblee clandestine comunitarie, tenute in luoghi lontani dai centri abitati, in cui si celebrava la santa cena. Il fratello di Marie era pastore riformato e per questo ella fu arrestata il 25 luglio 1730: aveva 19 anni. Fu rinchiusa nella Torre di Costanza, ad Aigues-Mortes, vicino al mare, tra paludi e saline. Suo fratello fu catturato nel 1732 e rifiutando l’abiura fu impiccato. Marie Durand trascorse 38 anni di prigionia nella Torre insieme ad altre 84 compagne che si alternarono negli anni; fu l’animatrice di quella comunità di “prigioniere della fede” affrontando in tutti quegli anni le situazioni di scoramento, disperazione, malattia, follia, abiura...Tenne una importante corrispondenza con pastori, benefattori e intellettuali, fu il baluardo della lotta per la libertà di coscienza contro l’intolleranza.
Sul bordo del pozzo della prigione incise la parola “Resistere” che si può leggere ancora oggi. Fu liberata il 14 aprile 1768 insieme alle ultime prigioniere grazie all’intervento di Voltaire ed altri illuministi, ma grazie soprattutto all’onestà morale che le animava e che aveva destato ammirazione in gran parte dell’Europa.
Tornò a vivere nella casa paterna con una compagna della Torre e vi morì serenamente nel 1776. Prima di morire lasciò una lettera e un biglietto pregando una giovinetta che era nata nella Torre da una prigioniera, di custodirle e di passarle ad altri o altre quando sarebbe arrivato il momento estremo: la lettera conteneva l’elenco delle prigioniere della Torre; il biglietto era un invito: “Allez à la Tour de Costance. Souvenez-vous, toujours”. Questo invito ci riporta imperiosamente ai nostri giorni in cui non c’è la prassi e la consuetudine al ricordo; il far memoria è tacciato di ideologia e la “filosofia” dilagante è quella dell’apparire, del successo, dell’assenza di etica nella politica, dell’arroganza e della sopraffazione che hanno preso il posto del dialogo, della fratellanza e della solidarietà.
Resistere è allora un invito quanto mai attuale ereditato da coloro come Marie Durand e le donne della Torre di Costanza che sacrificarono la propria esistenza per la libertà di coscienza; da coloro che, uomini e donne, combattendo nella Resistenza, scrissero con i propri ideali e il proprio sangue la parole fondamentali della nostra Costituzione; da coloro che oggi si appellano a quella Costituzione per costruire una società pacifica, tollerante, solidale e rispettosa delle persone nelle loro differenze.
Angelo Merletti
PERSONAGGI, LUOGO DI SVOLGIMENTO, EPOCA DEI FATTI
Luogo di svolgimento: Francia, valle inferiore del Rodano, tra Bouchet de Pranles e Aigues-Mortes, Nimes, Parc Naturales des Cèvennes, Cavaillons, Torre di Costanza.
Epoca dei fatti: 1730 - 1789
Personaggi (in ordine di apparizione):
Intendente della città di Nimes
Inquisitore del Cardinale Richelieu
Vescovo della città di Nimes
Capitano dei Dragoni della città di Nimes
Scrivano del vescovo
Barthélemy, mugnaio nella città di Nimes
Suzanne, moglie del mugnaio Barthélemy
Jaquette, amica di Suzanne
Mosé, vecchio saggio
Olympe, venditrice di erbe a Nimes
Pen, prete
Giovane uomo nella prateria delle Cèvennes
Altro uomo nella prateria delle Cèvennes
Ombra lontana nella prateria delle Cèvennes
Ombra vicina nella prateria delle Cèvennes
Pastore protestante nella prateria delle Cèvennes
Carceriere della prigione di Nimes
Barbiere della prigione di Nimes
Marguerite, prigioniera nel carcere di Nimes
Anne, prigioniera nel carcere di Nimes
Elisabeth, prigioniera nel carcere di Nimes
Jeanne, prigioniera nel carcere di Nimes
Esther, prigioniera nella Torre di Costanza
Louise, prigioniera nella Torre di Costanza
Catherine, prigioniera nella Torre di Costanza
Madeleine, prigioniera nella Torre di Costanza
Marie Durand, prigioniera nella Torre di Costanza
Isabeau, vecchia cieca, prigioniera nella
Torre di Costanza
Victorie, prigioniera nella Torre di Costanza
Clarisse, detta "La Frizole", prigioniera nella
Torre di Costanza
Gabrielle, prigioniera nella Torre di Costanza
Marion, prigioniera nella Torre di
Costanza, serva del Major di Aigues-Mortes
Principe di Beauveau
Cavaliere di Bofflers
Major di Aigues-Mortes
Gendarmi nella Torre di Costanza
Antoinette, figlia di Victorie