¡háblanos de tu mujer!
(no quiero tocar ese tema…)
Non ho voglia di analizzare l’istituzione “matrimonio” sotto alcun punto di vista, né, tantomeno, quello monogamo. Tra gli innumerevoli proverbi ne riporto due sul matrimonio e due sull’amore. Quelli sull’amore mi si addicono.
Il matrimonio è la tomba dell’amore.
Il matrimonio è un male necessario.
Amore nuovo va e viene, ed il vecchio si mantiene.
Amore vecchio non fa ruggine.
Io mi sono sposato “civilmente” all’età di ventisette anni. Matrimonio felice e d’amore. Lo posso tranquillamente affermare anche adesso. Tuttavia, la fantasia di un poeta, può essere paragonata ad un torrente montano, con le sue piene, le sue cascate, il suo letto prosciugato. Anzi, solo esteriormente asciutto, perché l’acqua, “sorrena”, scorre al di sotto, nel subalveo! Solo che non la vediamo, ma l’intuiamo.
Il torrente talvolta rompe gli argini, esonda, fa molti danni, e il Nilo, il grande fiume, con le sue cicliche piene, porta la vita. Qualche volta fiumi e torrenti provocano catastrofi. La natura è ancora imprevedibile! Ciò è meraviglioso. Mia moglie ha qualche difetto (sempre meno di me) e tantissimi pregi. Non ultimi quelli di essere bella e di amarmi. La nostra vita sessuale è felice. Mi prepara la migliore pizza del mondo! Ci amano le nostre figlie e ci adora il piccolo nipotino! Non mi par poco. Ma, soprattutto, ci rispettiamo nelle nostre diversità, culturali e sociali. Sappiamo parlare e tacere e, in più all’amore, ci stimiamo come persone. Anche se vivo sedici vite in una, navigo nello spazio e incontro comete, m’incantano tutte le bellezze del mondo, mi fanno fremere tutte le gonne fruscianti, palpito ad ogni pallottoliere dell’amore, e mi ammaliano le musiche di paesi lontani, dovessi riscrivere una poesia per mia moglie (ne ho scritte molte…) la riscriverei come quella dal titolo “Felici per un amore inaspettato e forte”, anno 1984, che trascrivo nel post dedicandola a te, gentile utente sconosciuto:
Felici per un amore inaspettato e forte
Il vento, messaggero d’autunno,
freme fra i rami dei castagni,
raggi dorati fluttuano
incerti
prima di cedere al crepuscolo
e pure noi ci attardiamo
felici
d’un amore inaspettato e forte
che talvolta non trova parole
né carezze né baci
e par ambiguo
e invece è vivo
e ancor ci allaccia
nel giovanil suo inganno.
Nuvole bianche, spuma di mare
e vento,
il verde arboreo mutante,
aprirsi un varco sul sentiero,
garofani selvatici
qua e là nelle radure,
la mano nella mano
come un tempo
che non ha confini,
fiduciosi e forti,
a vincere la lama d’ombra
che rapida discende
dagli alti monti
sul nostro cammino.
Tale la vita,
tale l’amore
che quest’età ci dona
quando ogni giorno
noi saremmo tristi e pensosi
dell’umana sorte:
sulle inquiete coscienze
entro il piccolo tempo
e spazio nostro
brontola minaccioso
il cieco e orrendo
mostro
della morte.
Eppur dolce compagna
noi sappiamo:
l’amore alza barriere al nulla
che ci avvolge
e schiude porte
alla speranza.
E il vecchio cuor
che si abbandona al sogno
al labirinto infinito
di ricordi e speranze
felice freme in questo dolce
e giovanile affanno.






