Kennst du das Land?...
Itinerari poetici nelle Colline Metallifere Toscane
Traduzioni e note al testo
POST XIX, 23.5.2008, Sasso Pisano o di Maremma, la traduzione è nel testo. Poeta: J. W. Goethe, Epigramme, Venedig 1790, n. 96. In, Goethe, Vita, poetica, opere scelte, Il Sole 24 ORE, 2008.
POST XVIII, 22.5.2008, Leccia, poeta: R. M. Rilke, Lamento di una monaca (Nennen-Klage), in, Poesie, tradotte da G. Pintor, Einaudi, 1955.
La mia vita è lontana –
Gesù, dimmi: è con te?
L’hai tu vista venire?
E sono in te, Signore?
E sono in te, Gesù?
Pensa: così finisce
Nel rumore del giorno.
Ciascuno la rinnega,
nessuno più conosce
la mia vita, Gesù.
Ed era la mia vita,
Gesù Signore, sei certo?
Non un’altra in cui pure
Nessun morso abbia aperto
Un suo segno, Gesù?
O la mia vita forse
Non è con te, ma langue
Spezzata, e intanto piove,
piove e l’acqua la bagna,
e gela dentro, Gesù?
POST XVII, 21.5.2008, Serrazzano, poesia di Asia Olinda Castellini (1912-2000), inedita, nel testo, st.
POST XVI, 20.5.2008, Larderello, poesia di Carlo Groppi, “Che l’uomo cresca forse non t’importa”, inedita.
POST XV, 20.5.2008, Montecerboli, poeta G. Keller, in Antologia della poesia tedesca, Mondadori, 1991,
Ti ho, in freddi giorni d’inverno (Ich hab in kalten Wintergarten):
Ti ho, in freddi giorni d’inverno,
in povera di speranza, oscura età,
cacciata dal mio pensiero,
vana parvenza d’immortalità.
Ora che l’estate splende e avvampa,
ora la mia saggezza riconosco;
ho dato al cuore una nuova ghirlanda,
ma l’illusione pesa nel sepolcro.
Io navigo su questo fiume chiaro,
scorre nella mia mano e la rinfresca;
guardo la volta azzurra, nell’alto,
e non cerco una patria più bella.
Solo ora comprendo il tuo silenzioso
Messaggio, giglio che sei in fiore,
so, così chiaro come arde il fuoco,
che, simile a te, devo perire.
POST XIV, 19.5.2008, Pomarance, W. Pater, The Renaissance, 1873, trad. dall’inglese, in Botticelli e Filippino, SKIRA, 2004:
“…forse a volte ti è capitato di chiederti come mai quelle Madonne dall’aria imbronciata, che non corrispondono a nessun ovvio parametro di bellezza, ti attraggono sempre di più, e spesso ti tornano in mente quando hai ormai scordato la Madonna Sistina e le Vergini di Fra Angelico,”
Poeta J. W. Goethe, in Antologia della poesia tedesca, 1991, Mignon:
Conosci la terra dei limoni in fiore,
dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure,
dal cielo azzurro spira un mite vento,
quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso,
lo conosci forse?
Laggiù, laggiù io
Andare vorrei con te, o amato mio!
POST XIII, 15.5.2008, Sillano, poeta R. M. Rilke, in Poesie, tradotte da G. Pintor, Einaudi, 1955.
Annunciazione (Verkündigung):
Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani
tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare a te dal manto,
luminoso contorno:
Io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.
Giorno d’autunno (Herbsttag):
Signore: è tempo. Grande era l’arsura.
Deponi l’ombra sulle meridiane,
libera il vento sopra la pianura.
Fa che sia colmo ancora il frutto estremo;
concedi ancora un giorno di tepore,
che il frutto giunga a maturare, e spremi
nel grave vino l’ultimo sapore.
Chi non ha casa adesso, non l’avrà.
Chi è solo a lungo solo dovrà stare,
leggere nelle veglie, e lunghi fogli
scrivere, e incerto sulle vie tornare
dove nell’aria fluttuano le foglie.
Poeta J. W. Goethe, in Antologia della poesia tedesca, , 1991.
Canto notturno del viandante (Wandrers Nachtlied):
Tu che appartieni ai celesti,
che plachi ogni gioia e dolore,
che colmi chi è tanto più misero
di tanto maggiore sollievo:
sono stanco di trascinarmi!
Che valgono piacere e tormento?
O dolce pace,
vieni, vieni dentro il mio petto!
POST X, 12.5.2008, Montecastelli Pisano, poeta F. Hölderlin, in Antologia della poesia tedesca, , 1991.Canto del destino di Iperione (Hyperions Schicksalslied):
Ma a noi non è dato
riposo in un luogo o nell’altro,
svaniscono, cadono
gli uomini in pena
da un’ora
all’altra, alla cieca,
come l’acqua da roccia
a roccia gettata
per secoli, giù nell’incerto.
Poeta G. Trakl, in Antologia della poesia tedesca, , 1991. Versione di Carlo Groppi.
Estate (Sommer)
A sera tace il lamento del cuculo nel bosco.
Nel campo il grano maturo si piega,
occhieggia il rosso papavero.
Nubi scure s’addensano improvvise
minacciando il temporale sulla collina.
Muore sulla proda del campo
la vecchia canzone del grillo.
Dopo un brivido, restano immote le foglie
del castagno, sulla scala a chiocciola
fruscia il tuo vestito.
Svanisce il lume della fioca candela
nella buia stanza, una mano diafana
l’ha spenta.
Notte quieta di stelle, senza vento.
POST IX, 11.5.2008, Solaio, Anqua, poeta Carlo Groppi “Ora mi pare tutto il mondo vuoto”, inedita.
Poeta R. M. Rilke, Lamento di una monaca (Nonnen-Klage), in Poesie, traduzione di G. Pintor, Einaudi, 1955.
Gesù Signore – hai tutte
le donne che tu ami.
Il mio grido che importa
se si perda o ti chiami?
Si perde in un lamento
e lo spazio lo strema.
Altre voci tu senti;
non t’ingannare: appena
dal mio cuore mi accosto
al mio viso che canta.
E vorrei farti male,
Signore, ma mi manca
l’animo: se sollevo
verso te la mia pena
subito ricade mite
e fredda come neve.
POST VIII, 9.5.2008, Castelnuovo di Val di Cecina, poeta O. Loerke, in Antologia della poesia tedesca, Mondadori, 1991.
Vecchio muro ( Altes Gemäuer)
Una muraglia si sbriciola nel silenzio e l’erbaccia
delle sue commessure si sprofonda, si alza:
il medioevo in lei senza moto rimane
l’antichità in lei non lascia tracce.
Le erbe delle fessure si sollevano e sprofondano
quando storpi di vento in quella calma zoppicano.
Passano accanto, non hanno bastone che valga
a risvegliare la giovinezza in quella muraglia.
Forse è la nostra fantasia, il suo passato, e costruimmo scale
per entrare nelle ombre di un’epoca spettrale.
Forse Dio ci diede spazi di tempo
ma il mondo non è capace di risveglio.
Poiché è tutto gia sveglio, quello che è intorno a noi,
leggero come una pannocchia e greve come un muro di mattoni.
L’arca del passato che creammo,
di giorno, di notte,
il carico del futuro sopra slitte
di nuvole, che pattini non hanno.
Poeta B. Brecht, in Poesie, 1933-1956, Einaudi, 1977. Inno infantile (Kinderhymne):
Non risparmiate garbo né fatica
né passione o intelligenza
perché una buona Germania fiorisca
come ogni altra buona terra.
Che i popoli, come davanti
a un’arpia non divengano smorti;
ma ci porgano le mani
come a tutti gli altri popoli.
E non vogliamo dominare
gli altri o essere da meno,
dal mare fino alle Alpi
dall’Oder fino al Reno.
E in quanto la rendiamo migliore
dobbiamo amarla e proteggerla;
e la più cara ci potrà sembrare
come agli altri la loro terra.
Poeta R. M. Rilke, in Poesie, tradotte da G. Pintor, Einaudi, 1955, dai Sonetti a Orfeo, I, 14 (Aus Sonetten an Orpheus):
Tu pensi fiori, grappoli, tralci…
Certo non parlano questa più timida
lingua dei mesi. Dal buio una varia
ricchezza sorge, e ha il colore d’invidia
Dei morti: ai morti si nutre la zolla.
Noi che sappiamo di tante fila?
Da molto tempo certo la molle
creta sopporta un’impronta sottile.
Ora ti chiedo: dànno di cuore?
E’ questo il frutto di un’opera lenta
di schiavi a noi che restiamo i signori?
O sono loro i padroni: chi giace
alle radici e ai noi manda in silenzio
un suo superfluo vigore di baci?
POST VI, 6.5. 2008, Le Cornate di Gerfalco, poeta T. Storm, in Antologia della poesia tedesca, , 1991.
Sulla landa (über die Heide):
Risuona il mio passo sopra la landa;
sordo, dalla terra, mi accompagna.
L’autunno è venuto, la primavera remota –
tempo felice vi fu mai una volta?
Fumi di nebbia, spettrali, all’intorno;
è nera l’erba, il cielo così vuoto.
Non fossi mai venuto qui, di maggio!
Amore e vita, - tutto è passato!
Poeta J. W. Goethe, in Antologia della poesia tedesca, , 1991.
E’ un piacere squisito tenere tra le braccia…(Wonniglich ist’s, die Geliebte…)
…E’ un piacere squisito tenere tra le braccia quella che desideri
quando col battito del cuore ti confessa la prima volta d’amarti…
POST V, 5.5.2008, Santuario del Frassine, poeta C. F. Gellert, in Antologia della poesia tedesca, Mondadori, 1991.
La natura glorifica Dio (Die ehre Gottes aus der Natur)
I cieli esaltano la gloria dell’eterno, il suo nome
rinviato dall’eco dei cieli risuona.
Lo esalta la terra, i mari ne cantano la lode.
Ascolta, uomo, la divina parola!
Chi regge dei cieli le stelle in numeri?
Chi guida fuori della sua tenda il sole?
Viene e dà luce, e ci sorride da lungi
E corre la sua via, simile a un eroe.
POST III, 3.5.2008, Micciano, Monterufoli.
Poeta M. Opitz, in Antologia della poesia tedesca, Mondadori, 1991.
La bellezza di questo mondo trascorre ( Schönheit diesel Welt vergehet)
La bellezza di questo mondo trascorre
come un vento che non ha soste,
come il fiore che a stento si disserta
e subito guarda verso la terra,
come l’onda che appena arriva
e subito riprende la sua via.
Quale sarà il mio giudizio? Il mondo
non è che vento, fiore, onda.
Poeta J. C. B von Eichendorff, in Antologia della poesia tedesca, , 1991.
La solitaria (Die Einsame)
Se fosse buio, giacerei nel bosco,
nel bosco il mormorio è così dolce
con il suo manto di astri
lì mi ricopre la notte.
Vengono a me i ruscelli:
che ormai io stia dormendo?
Non dormo, no, gli usignoli
Ancora a lungo sento.
Se le cime su di me si piegano,
tutta la notte echeggia,
sono i pensieri nel cuore, che cantano
quando nessuno veglia.
POST II, 1.5.2008, Volterra, poeta G. Trakl, in Antologia della poesia tedesca, , 1991.
Infanzia (Kindheit)
Piano, scricchiola una finestra aperta; alle lacrime
Muove la vista del cimitero decrepito sulla collina,
ricordo di leggende narrate; ma talora l’anima si rischiara
quando pensa a liete creature, giorni primaverili d’oro antico.
Poeta G. Batistini (1914 – 1998), in Du’ risate con Tista, Ed. Migliorini, Volterra, 2002, nel testo.