PROVERBI LICENZIOSI (IV)
C
C’è chi fa festa quando prende moglie,
e chi plaude alla morte che la toglie.
C’è passato San Giuseppe.
C’entra come il culo con le Quarant’ore!
Cacarsi sotto.
Caccerebbe il naso in un merdaio.
Cacchio, Betta, tu sé rossa,
tu sé stata intorno al foco!
Cacchio! Mi par mill’anni di sfogarmi.
Calcio di stallone, non fa male alla cavalla.
Castagne e vin novo, buco ti provo.
Caterina fammi lume,
ho una pulce in un orecchio,
che mi rode il tenerume,
Caterina, fammi lume.
Calzoni tanti, uomini pochi.
Camminare a culo strinto.
Carezze di cani,
cortesie di puttane,
invito d’osti,
non può far che non ti costi.
Castagne e vino novo, buco ti provo.
Cavar la bambagia dal corpetto.
Cavolo riscaldato e amore ritornato,
non furono mai buoni.
Cazzo e onore non si possono avé.
Cazzo e polli ‘un son mai satolli.
Cazzo matto!
Cazzo ritto un vol consigli.
Cazzo salato!
Che buco di culo!
Checchè se ne dica, sono più le donne che ci aprono le loro gambe
di quelle che ci aprono il loro cuore.
Che passione vederla di ciccia e bacialla di cartone!
Che vo’ insegnà al babbo a pipà?
Chi ama donna maritata, la sua vita tien prestata.
Chi ama il forestiero, ama il vento.
Chi ama, il ver non vede.
Chi ama, teme.
Chi ama tutti, non ama nessuno.
Chi asino caccia e potta mena, non esce mai di pena.
Chi batte la moglie, fa mormorare i vicini.
Chi ben nappa, ben tappa.
Chi cerca le corna degli altri, ci rimette le proprie.
Chi ci vuol bene ci lascia piangendo,
chi ci vuol male ci lascia ridendo.
Chi col dito il cul si netta
tosto in bocca se lo metta,
e così riman pulito
muro, culo, carta e dito!
Chi da retta al cazzo, finisce tra i coglioni.
Chi di cazzo ferisce, di potta perisce.
Chi di meglio non ha , co’ la su’ moglie dorma.
Chi di notte cavalca, di giorno convien che resti.
Chi dice donna dice guai, e chi dice uomo peggio che mai.
Chi dice donna, dice danno, chi dice uomo, dice malanno.
Chi donne pratica, giudizio perde.
Chi è bella ti fa far da sentinella.
Chi è geloso è becco.
Chi è minchion suo danno.
Chi guarda alla moglie del compagno, cozza con le corna degli altri.
Chi ha bella moglie ha amici.
Chi ha bella moglie, non è tutta sua.
Chi ha buon naso ha buon tappo.
Chi ha cazzo ha fame, chi ha potta ha pane.
Chi ha dieci figliole le marita, e chi n’ha una sola l’affoga.
Chi ha fortuna in amor, non giochi a carte.
Chi ha l’amore in petto, ha lo sprone nei fianchi.
Chi ha le corna in seno, non se le metta in capo.
Chi ha le fossette nelle gote, si marita senza dote.
Chi ha moglie, ha doglie.
Chi ha rogna da grattare
e moglie da guardare,
non gli manca mai da fare.
Chi ha buon marito, lo porta in viso.
Chi ha il sedere nell’ortica, spesse volte gli formica.
Chi ha bella moglie ha amici.
Chi ha le buche ne le gote, si marita senza dote.
Chi l’altrui prende, se stesso perde.
Chi l’ha ‘n culo l’ha ‘n casa.
Chi l’ha più lungo se lo tira.
Chi l’ha preso nel culo ce lo tiene.
Chi ha le corna in seno, non se le infili in capo.
Chi le porta (le corna) è l’ultimo a saperlo.
Chi loda la propria donna, la guasta.
Chi magna bene e caca forte, non ha paura de la morte.
Chi mangia bene, pensa bene, e tromba meglio.
Chi mangia candele caca stoppini.
Chi mangia il pesce, caca le lische.
Chi mena la sua moglie a ogni festa,
e dà bere al cavallo a ogni fontana,
in capo all’anno il cavallo è bolso,
e la moglie puttana
.
Chi nasce bella, nasce maritata.
Chi naviga nel mare della sensualità,
sbarca al porto delle miserie.
Chi non arde, non s’accende.
Chi non mostra, non vende.
Chi non piscia in compagnia, o è un ladro o ‘na spia.
Chi non segue virtù in giovinezza,
fuggire il vizio non potrà in vecchiezza.
Chi non sa cosa siano malanni e doglie,
se non è maritato prenda moglie.
Chi parla di dietro, gli risponde il culo.
Chi perde un’ cogliona.
Chi piange la mamma,
chi piange il fratello,
chi piange la vacca,
chi piange l’uccello.
Chi piglia moglie e non sa l’uso,
assottiglia le gambe e allunga il muso.
Chi piglia moglie per roba, la borsa va al marito.
Chi piglia moglie ricca e brutta, cena bene e dorme male.
Chi piscia chiaro ha in tasca il medico.
Chi piscia controvento, si bagna la camicia.
Chi più s’inchina mostra il culo.
Chi s’ama si brama.
Chi s’assomiglia, si piglia.
Chi si dol d’amore, di rabbia more.
Chi si marita con parenti, corta la vita e lunghi stenti.
Chi si marita per amore di notte ha piacere di giorno ha dolore.
Chi si piglia per amore, si tien poi per rabbia.
Chi soffre per amor, non sente pene.
Chi soffre per amore, non sente altro dolore.
Chi si sposa con amore, si lascia con rancore.
Chi si sposa fa bene, e chi non si sposa fa meglio.
Chi ti fa più carezze che non suole,
non va a buon cammino,
perché o tradire o ingannar ti vuole.
Chi và ar cesso e un caca bene, tre vorte và, tre vorte viene.
Chi visse sperando, morì cacando.
Chi vuol essere amato convien che ami.
Chi vuol vedere una donna, da poco,
la metta ad accendere il lume e il foco.
Chi vuole i fichi abbassi i rami,
chi vuole le figlie accarezzi le mamme.
Chi zappa beve acqua, chi fotte beve alla botte.
Ci corre quanto fra il culo e le Quaranta Ore.
Ciccia al culo ed acqua in bocca,
potta di monte e acqua di brocca.
Ci sono donne che ci tradiscono più quando fanno l’amore con noi,
che quando lo fanno con gli altri.
Coglioni monache!
Combattere per la pace è come trombare per la verginità.
Come c’è l’acqua per tutte le seti, così c’è l’amore per tutti i cuori.
Con la voglia, cresce la doglia.
Con le belle crescono le corna.
Con gli anni anche la nuora diventa suocera.
Con pelo, soldi e protezione, s’ha sempre ragione.
Contrastan le donne nell’amore, per esser vinte.
Contro vento si va, contro culo no.
Corpo pieno, di rado è casto.
Corna, tosse e pancia non si possono nascondere.
Correndo dietro al piacere ci s’avvicina al dolore.
Correr la cavallina.
Cos’è l’amore?
L’amore è quella cosa che viene giù dall’ossa,
e si tramuta in liquido, quando la fava ingrossa.
Coscia lunga, piatto fino.
Cul leggero.
Culo e coglioni ‘un si salutano.
Cuori caldi e gai, non invecchiano mai.