AVA GARDNER
Ritorno da Volterra sotto il diluvio e un vento furioso. E’ tardi. Sono stanco morto. Ma desideravo vedere se c’era la tua lettera. E’ bella! Come te! Anche l’italiano va benino…io sono un Maestro molto esigente. Faremo un esame vis-a-vis, in futuro. Oggi molto lavoro per De Witte e nel pomeriggio una riunione dell’Organo di Indirizzo della Fondazione per approvare il piano programmatico del 2009. Siamo molto prudenti (come tutti i campagnoli) e perciò non abbiamo avuto perdite finanziarie in questa crisi devastante. Oggi ho pranzato con il professor Frederick J. DeMicco dell’Università del Delaware (USA) e la sua signora Cristina. E’ stato un pranzo squisito e simpatico perché io non conosco nemmeno una parola di inglese e loro nemmeno una di italiano: tuttavia sono stati molto contenti. Domani li accompagnerò per una visita alla geotermia e al caseificio. Nuovo pranzo in una rustica trattoria nel bosco! Sono eccitatissimi. Abbiamo in corso una trattativa con
Proverbi
Il treno delle nebbie
Le voci del cuore non fanno rumore,
salgono come nebbie in questa pianura
autunnale, ti accarezzano con
languida tenerezza prima che l’azzurro
del mare le disperda.
L’azzurro è una ferita, aceto sulla
piaga d’un desiderio inappagato,
perché laggiù, una donna innamorata
manda baci e sospiri. Il freddo
grigiore m’è compagno su questo
treno delle nebbie che scivola ad Est
mentr’io soffro per l’Ovest lontano.
Temo l’amore
Temo l’amore che mai s’addormenta
e dormir non lascia ed è cosa piena di paura.
Nasce da uno sguardo e non fa rumore,
il suo regno governa senza spada,
ma può spezzare il cuore. Lo sento
entrare in me e accender brame
di sogni inanimati:
sogni di pazzi vecchi innamorati.
Donna di Siena
Una sera d’ottobre che pareva primavera,
in Fonte Ovile ci giurammo eterno amore,
tra i voli dell’ultime rondini tardive.
Oh! quante lacrime mescolammo
a quelle chiare acque, a quelle tue parole!
Donna di Siena,
faccia d’angelo
e bocca di jena;
i morsi sulle labbra ancor mi fanno male.
Buonanotte, carissima.






