GIORNATA DELLA POESIA “
La “giornata della poesia” a Castelnuovo di Val di Cecina si svolge ormai da circa 15 anni. Dapprima come “premio letterario” poi, dal 1998, secondo la formula attuale, basata sulla scoperta o riscoperta di un poeta locale, dove locale vuol dire Territorio delle Colline Metallifere, tra Volterra e Massa Marittima. Per 4 anni abbiamo abbinato al tema centrale il lavoro sulla “musicalità della parola” in collaborazione con le scuole Comunali. Ultimamente tale collaborazione è andata esaurendosi, ma non disperiamo poterla riprendere in futuro. I volumetti stampati e distribuiti a tutti gli alunni e catalogati nella Biblioteca Comunale, sono un segno tangibile del lavoro svolto e del percorso avviato alla valorizzazione della cultura popolare delle nostre piccole Comunità.
I poeti di cui abbiamo parlato (compreso quello di cui parleremo il 29 novembre, ore 16 presso
Asia Castellini, Serrazzano (1912-2000)
Giannina Rossi, Sasso Pisano (1901-1999)
Dina Ferri, Radicondoli (1908-1930)
Giovanni Batistini, Volterra (1914-1998)
Ireneo Pimpinelli, Boccheggiano (1882-1968)
Alvaro Cappellini, Castelnuovo Val di Cecina
Florio Gherardi, Lustignano
Antonio Gamberi, Roccastrada
Enrico Partigiani, Pomarance
Alessandro Spinelli, Montecerboli
Dieci limpide voci che, “non avranno la magia di cambiare il mondo, ma di renderlo sicuramente più umano e vivibile”.
Alcuni amici ci domandano, preoccupati, se ormai i “poeti” da ricordare si siano esauriti. No, per fortuna. Si tratta solo di ricercare i testi, i ricordi, le immagini, spesso rarissimi e, anche quando ci sono, dispersi, su piccole pubblicazioni o in carte di famiglia difficilmente rintracciabili.
Da una prima ricognizione ne abbiamo elencati alcuni, ma l’elenco è solo parziale:
Annetta Taddei, Sasso Pisano
Pier Giorgio Bianchi, Massa Marittima
Fortunato Milani, Sasso Pisano
Dumas, Monterotondo Marittimo
Carlo Bechelli, Monteverdi Marittimo
Zanella, Milano-Pomarance
Giuliano Cheli, Serrazzano
Emilio Fanetti, Leccia
Nel 40° anniversario della morte voglio far conoscere i tratti essenziali della vita e dell’arte di
Ireneo Pimpinelli.
Di Ireneo è stato pubblicato un volume di poesie “Poesie popolari di Ireneo Pimpinelli”, presso
Ireneo Pimpinelli nasce il 14 dicembre
1 Maggio 1897
La prima volta che facciam la festa
del primo maggio dei lavoratori.
Pochi, raccolti quasi alla foresta,
schivando di Pelloux i rigori.
Ma presto verrà il dì che il primo maggio
faranno festa tutti i lavoranti
di città d'ogni centro, ogni villaggio,
tra le spesse bandiere rosseggianti.
Porteranno lavoro, amore e pace,
giustizia e libertà sarà la scuola:
-non libertà che offende e che non piace-
ma di fede, pensier, stampa e parola.
Nota: Nei primi mesi del
A Bresci
Bresci! Non mica con atto insano
sulla terra facciam scender Temi:
lo scempio di un Matama e di un sovrano
rafforza i prioristici sistemi.
Sol l'unità del popolo sovrano
può dar del bene e oprar fecondi semi.
Se invero l'anarchismo ha certe mire
non troverà chi lo dovrà seguire.
(1900)
Ad Angelo Tognoni
Compagno, coetaneo, e più parente,
di Boccheggiano, Angelo Tognoni,
dei tuoi saluti e congratulazioni
ti ringrazio e ricambio caramente.
Nella campagna si può far semente,
che son del corpo le soddisfazioni;
ma più esposti al capriccio dei padroni
e poco a fecondar la nostra mente.
Tu vivi tra i compagni del lavoro
e diffondi di Marx la scintilla,
con la serenità del tuo decoro.
Già il socialismo in molti cuori brilla,
seppur ancor lontano, ed io mi onoro
di saperti la fiamma e la favilla.
(1905)
Alla mia fidanzata Panichi Tersilia
brunettine le chiome e trasparenti,
limpido il ciglio del color del mare,
labbra di rose e d'alabastro i denti.
Bocca che versa le parole care,
occhi più delle stelle rilucenti,
candida fronte ove si può specchiare
la virtù riservata agli innocenti.
Felice chi potrà baciarti il viso
la prima volta, ed essere cambiato
con l'amor, con la fede e col sorriso.
Spero d'esser io quel fortunato
che in terra, sotto terra, in Paradiso,
ti sarà stretto eternamente a lato.
(1905)
Per la morte della mia cara consorte
Panichi Tersila (21.10.1949)
Con la borsetta delle merendine
venivi incontro, con secchiello e boccia,
ed al pascolo aprivi le galline,
come pure i pulcini con la chioccia.
Mettevi un cappelluccio da campagne
che l'aspetto ti dea quasi divino;
si raccattava insieme le castagne
per la polenta e per il porcellino.
Dicevi: -A comprar questa gabbricciaia
si fece bene, pur che sia una sbalza:
ci passeremo la nostra vecchiaia;
tu farai l'orticello ed io la calza.-
E' ritornata la castagnatura:
son discrete, son venute giù;
ma tu sei morta e scesa in sepoltura;
ti penso, guardo e non ti vedo più!






