martedì, 30 giugno 2009

LA VITA LARGA

 

Ho lasciato trascorrere il secondo anniversario della mia “creatura elettronica”, il blog LA VITA LARGA. Recentemente ho mostrato due post e l’incipit ad un amico poeta venuto a trovarmi.  Non credo alle premonizioni, ma voglio resuscitare quanto scrissi quel 12 giugno 2007. Da due mesi, novello Icaro, ero precipitato sulla dura terra infrangendo, nella caduta, un sogno. Ma la scia luminosa della cometa Swan era ancora visibile nel cielo nero, sentivo che il suo riflesso, benché freddo e sempre più lontano, non mi avrebbe abbandonato. In quel riflesso confuso percepivo  l’ansia di rincorrere e correre dietro l’ineffabile della bellezza, che, come fa, assorbe tutti gli altri. Volevo vivere in “larghezza” anziché in altezza per vedere se ancora sapevo creare versi, come nella mia giovinezza, ch’era un tornare all’innocenza perduta ed al meravigliarsi della vita. Il volo fu lento, grave. E le vertigini non mancarono. Ma adesso volo sicuro ben sopra le nubi, vedo in basso l’affannarsi degli uomini e benché il mio cuore sia incline alla pietà, comprendo che nessuno potrà consolarli. Dio chiama chi vuole lui, e così l’amore! Apro il “Cantico dei Cantici”:

 

Sei bella, amica mia, colomba mia,

se muovi gli occhi, rinnovi la luce.

 

Ridono le tue guance  sotto i riccioli,

e il collo trascolora tra le perle.

Tesseremo per te dei fili d’oro

con bisbigli d’argento.

 

Sei bella, amica mia, colomba mia,

se muovi gli occhi, rinnovi la luce.

 

Sei bello, amico mio, diletto mio;

al nostro letto di trifogli teneri

son padiglione i rami dei ginepri,

fa da fondale i cedri.

Ciao. Inizio questa nuova avventura nel mondo anaffettivo della comunicazione virtuale. Mi vengono in mente, adesso, soltanto le parole di Goethe nel Faust: "Vuoi tu volare e temi le vertigini?". Proprio così. Ma ormai volo, volo e ho le vertigini!

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categoria:cantico dei cantici
lunedì, 29 giugno 2009

Giornata interessante

 

Giornata interessante. Proverò a riassumerla. Tre novità del mio successo: “la libreria Lorien ha venduto 20 copie dell’opuscolo “Di passere e d’altri uccelli…” e Matteo lo metterà in vendita nella festa di mezz’agosto a Montecastelli (allora comincio a credere che la crisi finanziaria stia attenuandosi e che anche merci pregiate come passere ed uccelli ritrovino un dignitoso mercato), inoltre una  amica che sta dando la maturità mi ha chiesto il libricino sull’intolleranza che  ho pubblicato alcuni anni or sono, “Quando l’arcobaleno suona ancora”, con al centro l’eroina Marie Durand, ugonotta. E tornato in paese anche il bambino albanese che mi chiama “nonno”, ed è stato promosso con buono! Sarà anche per merito delle mie ripetizioni? Insisterò per tutta l’estate. Stasera a Radicondoli, per l’anniversario della Liberazione (29 giugno 1944) tanti amici ed amiche. Ivo Dei, il Petricci, Barbara, Patrizia, Fulvia, il Galgani, don Ranieri il parroco del paese, una signora sconosciuta che mi conosceva, il nuovo sindaco, Enrichetta (la mia beniamina, già presidentessa del Club delle Stelle),  sua madre, Rosella…e tanti altri. In questo capoluogo di un comune che supera di qualche unità i mille abitanti, mi sento a casa. Anche questa volta alle elezioni amministrative ha rivinto il centrosinistra con il 62% dei voti. Poiché esso confina con il mio comune  sarà un luogo accogliente per un estremo rifugio qualora il centrodestra che ha vinto nel mio Comune, rendesse l’aria irrespirabile. La prospettiva mi tranquillizza, anche se credo che non ce ne sarà bisogno. D’altra parte anche Wagner, in fuga dall’assolutismo prussiano, trovò nel “Rifugio” di Zurigo la creatività per comporre Tristan und Isolde, nato dall’amore per l’affascinante Mathilde Wesendonk. Nel “Rifugio” di Radicondoli non mi mancherebbe l’ispirazione e nel suo cielo limpidissimo Giove e Venere potrebbero mettere in atto infinite varianti al loro eterno inseguimento amoroso.

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categoria:rosella
domenica, 28 giugno 2009

Tutto l’universo obbedisce all’amore…

 

Tutte le volte che inserisco il CD di Battiato  nello stereo della Punto, ascolto, viaggiando su e giù per Volterra, più volte, questa meravigliosa canzone. Ma è poi vero che “tutto l’Universo obbedisce all’amore”?  Oppure, come ci dicono gli scienziati, l’Universo è attraversato da un eterno conflitto, cruentissimo, nel quale si schierano tutte le “forze”, note e ignote, che lo compongono, nell’incessante rigenerarsi  di galassie, stelle, sistemi solari, pianeti, spazio, tempo, materia ed energia? Perché è da questo conflitto che nasce la nuova vita? Anche il cuore dell’uomo è in se un piccolo Universo, attraversato da un alternarsi di moti, da sogno e rimpianto, gioia e dolore, pace e sofferenza, in un turbine di passioni e di gelida quieta solitudine. E così è il mio cuore che timidamente s’apre e s’affaccia all’alba inattesa. Così la mia poesia sgorga limpida e pura per anime assetate. Vorrei dire: abbeveratevi con fiducia! Me lo ripeteva mia nonna quando bambino l’accompagnavo nel bosco, o per le carraie di podere in podere a rattoppare le vesti dei mezzadri, e, presi da una sete ardente ci fermavamo sul bordo di piccoli fossi. Prima di bere recitava: “acqua corrente, ci ha bevuto il serpente, ci ha bevuto il figliolo di Dio, ci posso bere anch’io!”  Muovendo leggermente la superficie di quell’acqua, per rischiararla, bevevamo fiduciosi. E la fiducia veniva completamente ripagata in quanto non ci siamo mai ammalati! Orsù, dunque, non abbiate paura, abbeveratevi all’amore fino a che i suoi languidi sguardi vi circondano.

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categoria:battiato
sabato, 27 giugno 2009

Grazie Rob!

 

Stamani, quando ho aperto  “Internazionale” n. 801 a pagina 95 – L’oroscopo di Rob Brezsny -  (26 giugno/2 luglio 2009), ho avuto un tuffo al cuore! Sentite cosa mi predice: “Ci sono ottime probabilità che per te stia cominciando l’Estate dell’amore. Per aumentare ancora di più le tue possibilità, medita su questi interrogativi. 1) Che qualità faresti bene a sviluppare di più tra quelle che cerchi nella tua amante? 2) Quali credi che siano le tue più grandi illusioni sull’amore? 3) Che puoi fare per renderti più amabile? 4) Che puoi fare per essere più amorevole? 5) Sei pronto ad accettare il fatto che un rapporto degno di essere vissuto fa inevitabilmente emergere gli aspetti peggiori dei due partner, e gli impone di risanare le loro vecchie ferite?” R1: le affinità elettive; R2: che sia eterno; R3: emanare gioia e sicurezza; R4: baciare gli occhi che piangono, sussurrando “mio dono”; R5: le ferite d’amore le può risanare solo chi l’ha provocate e l’amore non è fatto solo d’amore.

 

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categoria:brezsny
venerdì, 26 giugno 2009

CIAO, ELIE!                                                         

 

E’ morta a Firenze Elide (Elie) Lattes. Era nata  il 5 agosto 1924 a Camac Street, Philadelphia, Pennsylvania, USA. Una illustre sconosciuta, per me una grande amica! Mi considero fortunato ad averla conosciuta e onorato che mi abbia donato la sua autobiografia scritta nell’anno 2000 per farne dono alla sua nipote Laura. L’aveva intitolata “Vita, morte (quasi), e miracoli (punti) della zia Elie”. Era una donna dotata di una grande intelligenza e spiccata autoironia. Gli antenati venivano da Pitigliano ed appartenevano alla numerosa componente ebraica che s’era installata in quella piccola cittadina della Maremma, oggi conosciuta con il nome di “Piccola Gerusalemme”.  Il suo babbo era emigrato negli USA nel 1913 e la sua mamma nel 1920. Una vita avventurosa, magistralmente e poeticamente raccontata. Nel 1947 i Lattes lasciano l’America e approdano in Italia. Ultima definitiva tappa: Firenze. La sua mamma le aveva insegnato a recitare  la preghiera più importante per gli ebrei: “Shema, Israel, Adonai Elohenu, Adonai Ehad”. Elie ricorda che sentiva la trasmissione alla radio dal Tempio di Roma. Il Rabbino Toaff dava la benedizione: “Baruch ata Adonai, melech ha Olan” lo diceva la mamma. Quasi sempre venivano Mauro e Laura, mamma era felice, che eravamo raccolti intorno a lei, ci metteva la mano sulla testa e ci trasmetteva la benedizione. Quando suonava lo shofar alla fine del rito avevo brividi dall’emozione. Anche ora, che sono sola, preferisco sentire il finale del rito alla radio e l’effetto è sempre uguale – il suono dello shofar è struggente”. Nella sua vita ha fatto grandi cose: ha raccolto decine di memorie degli ebrei toscani braccati dai nazifascisti; ha collaborato con il giornalista  N. Mattina alla pubblicazione del periodico “The Crier of Florence” che diffuse negli USA la tragica notizia di Firenze sommersa dall’Arno sollevando un’ondata di solidarietà internazionale. La raccolta del periodico che uscì regolarmente per oltre due anni è stata recentemente ristampata ottenendo un singolare successo. Per Elie, fu come vivere uno spaccato della sua maturità, lei così schiva, che era stata l’artefice di questa particolare iniziativa editoriale! Ne era fiera. Addio piccola donna, mia grande amica, che mi ha ascoltato e incoraggiato aprendomi con fiducia i sentimenti più segreti, spero di non aver tradito la fiducia che riponevi in me.

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categoria:elie lattes
martedì, 23 giugno 2009

Cerco il sole, evito l’ombra.

 

Ho dormito poco questa notte, nonostante sia andato a letto tardi. Prima una scorsa agli aggiornamenti dei risultati dei ballottaggi per la conclusione della tornata elettorale amministrativa, poi un’occhiata alla casella elettronica della posta. Lo so, quando dico “una sola occhiata”, in realtà mi attardo ipnotizzato dal magico riquadro della posta, saltando su facebook e su splinder…fino a che gli occhi non si chiudono. A tastoni nella casa buia ho cercato il bottoncino dell’avvio della musica silenziosa su mp3, cesaria evora “tempo y silenzio”, ho spento cercando una posizione più comoda, ad occhi aperti. Volevo addormentarmi ricostruendo la realtà di un sogno in un sogno fantastico, senza riuscirvi. Alle quattro del mattino c’era già un’alba chiara incombente. La poesia m’è venuta in aiuto. La creo per la mia gioia, come Dio il paradiso terrestre. Mi ci perdo e mi lascio tentare dalla sua potenza.  “Poesia dai margini” e metterò l’incipit “Felicità raggiunta si cammina/ per te sul fil di lama…”.Dunque una felicità sottilissima, e in cammino proprio sul filo sottilissimo di una lama, l’equilibrio sarà un miracolo e al di sotto, giù, giù, o sù, sù, cosa m’attenderà? Vedo l’ordito di questo nuovo  piccolo lavoro, formato minuscolo, copertina di S.M, forse la litografia di Volterra e blù matisse, cinque testi introduttivi, poesia e prosa dal blog, o quasi, dai margini della galassia, dunque, cinquanta copie, mi piacerebbe assemblarle a mano, con l’ago e con il filo, forbici e colla, carta pervinca, ma…mi alzo contento. Esco subito nel sole tiepido e luminoso. L’aria è tersa, il verde è proprio verde, al forno prendo un pezzo di pizza, mi siedo ai giardini assaporandola. La spartisco con una coppia di merli che mi saltellano ai piedi, fiduciosi. Hanno il nido proprio sopra un ramo di abete che mi sovrasta, sono amici. All’edicola ho la fortuna di trovare l’ultima copia dell’Unità (ma tanta gente si alza così presto?) e leggo l’articolo di mia figlia. Come sempre, molto intelligente e sensato. Penso che mi manca un poco e che le voglio bene. Cerco il sole, evito l’ombra. Il presente mi appare colmo di promesse.

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lunedì, 22 giugno 2009

Il mio oroscopo

 

Vergine (23 agosto - 22 settembre)

Nel 1968 il gruppo statunitense Iron Butterfly scrisse una pietra miliare della storia dell’hard rock psichedelico: In-a-gadda-da-vida, una canzone che dura 17 minuti. Circolano varie leggende sulla nascita del titolo ma tutte concordano su un punto: il brano avrebbe dovuto chiamarsi In the garden of Eden, ma diventò In-a-gadda-da-vida per sbaglio, probabilmente perché il cantante ubriaco farfugliò queste parole mentre registrava. Questa settimana, Vergine, dovresti sfruttare anche tu gli errori creativi. Se lo farai potrai entrare nello stato d’animo giusto per creare ovunque andrai un misto di eccellenza e improvvisazione. Questo mix sarà una garanzia di successo.

Ma questo Oroscopo è geniale, geniale! Non solo ho sfruttato gli  “errori creativi”, ma ho applicato il motto “La pratica vale più della grammatica!” alla mia vita. Una parentesi non di creatività, dunque, ma di pura e totale felicità!

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categoria:vergine2
sabato, 20 giugno 2009

La “Festa della Vittoria”

 

Siamo di nuovo al solstizio d’estate. Giorno interminabile, notte corta. E lassù, nel cielo chiaro, l’eterna caccia di Giove a Venere continua. Mancano ancora troppi anni per un allineamento sul piano dell’ellittica, visto da questo emisfero. Non vivrò questo momento illusorio, ossia, non sarò sul piccolo amato pianeta, nell’attuale miscela di materia e anima.  Addirittura mi è stato promesso che ci sarà una donna ad attendermi in Paradiso! Vorrei esserne degno. Tra pochi giorni sarà la “notte di San Giovanni”, la notte magica dei fuochi e della raccolta di erbe per filtri d’amore. Non ne ho bisogno. Sono già immerso in una fiaba. Ho scritto qualcosa su questa notte misteriosa. Il tema mi ispira. In questi giorni ho rivisitato la mia vita risvegliando i ricordi di luminose amicizie: pensavo che non avrei potuto vivere senza. Ivo, Mauro, Franco…ci siamo lentamente perduti nel labirinto di sentieri individuali. Poi ne ho fatte altre, più mature, nella Fabbrica, nel Partito, nel Sindacato, nella poesia. Tutto è quasi perduto, ormai. Chi resta è così prezioso e fragile che temo di vederlo svanire al solo parlarne. Silenzio, dunque. Ma questi ultimi decenni? Non mi hanno dato niente! Solo rapporti effimeri, d’occasione o di interesse. Mi guardo intorno e mi accorgo della solitudine che mi circonda. Solitudine”esterna”, diciamo, perché ho una famiglia coesa che mi colma d’amore. Ho visto tramontare ideali e sogni. Vivo come un ospite un po’ eccentrico nel piccolo paese natio, dal quale non sono mai uscito! La creatività non m’ha abbandonato, no, è rimasta fedele amica. Ciò mi consola dell’affanno d’ogni giorno e dell’onda leggera di malinconia che culla le mie notti. Mentre scrivo sento entrare nella stanza, dalla finestra aperta, le note di un complesso musicale che suona nel “Piazzone” per la “Festa della Vittoria”, non quella della Prima guerra mondiale, no, ma quella delle recenti elezioni amministrative. E’ noto a tutti che ha vinto una lista civica orientata sul quadrante di centro-destra, cioè del sedicente Popolo delle libertà. E’ logico che i vincitori festeggino. E’ legittimo, anche se personalmente avrei abbassato i toni.  Avrei preferito che si chiamasse “Festa della Primavera”, primavera come uscita dall’inverno e come speranza dell’estate, con copiosi raccolti. Ci spero, ma temo. Temo per le centinaia di “migranti” venuti in Occidente a procacciarsi una casa, un lavoro, un salario, tra quelli rifiutati dai nostri figli del benessere. Avranno una vita più dura. Tolleranza zero, si dice. Chi è venuto clandestinamente dovrà ritornare nell’Inferno. Peggio per lui. Non si faranno più “sanatorie”, non si “chiuderanno più gli occhi”. Ho sentito dire che mi si addebita di aver accolto, nella seconda metà degli anni ’80, i primi africani e albanesi. I primi in fuga dalla miseria, i secondi, con il crollo della dittatura comunista, alla ricerca del sogno captato attraverso le onde televisive allorché tutti i “Caroselli” sembravano scene di vita quotidiana nel paradiso terrestre del capitalismo! E’ proprio vero e ne sono fiero! Hassan, dopo oltre vent’anni, è ancora qui da noi e con lui tutta la sua famiglia. Un figlio s’è laureato in ingegneria, due figlie lavorano in una industria, un altro è meccanico, hanno ricevuto una casa popolare, sono nati bambini che vanno a scuola contribuendo a mantenere in vita plessi scolastici altrimenti soppressi! E gli albanesi? Non abitano più qui. Una famiglia coesa, due ragazzi laureati. Come per tanti dei nostri giovani laureati non c’era una occupazione al loro livello, si sono trasferiti in città. Piccole storie, ti gioia e di tante umiliazioni. E poi tante altre storie di amicizia e di rispetto. E’ stato un male averli in questo paese decadente di vecchi egoisti? Oppure è stato un raggio di bellezza che potrebbe illuminare, tra qualche anno o decennio, la nostra tristezza? Ho di nuovo qualche amico, tra loro, in particolare un bambino, che mi chiama non per nome, ma “nonno”, al quale cerco di insegnare poche nozioni dell’abbecedario, per farlo crescere, non per il risultato numerico, e che non sa che  “lui è il vero maestro ed io solo un vecchio scolaro”! Non cessano di far festa, ma ora mi sento più contento.  
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categoria:vittoria
martedì, 16 giugno 2009

VOGLIA DI POESIA DOPO UN LUNGO SILENZIO

DI  DOLOROSA FELICITA’

 

Passando il fiume colgo un fiore d’ibisco.

Fra le orchidee di palude, quante erbe fragranti!

Ma quando le ho colte, a chi le devo mandare?

L’amore mio vive in terre lontane.

Mi volto e guardo verso il mio paese;

La lunga strada corre sempre avanti –

Un cuore solo – dimore diverse –

Sempre soffrire – finché siamo vecchi.

 

Dinastia dei Han (206 a. C. – 220 D.C.)

 

Nella tregua della battaglia,

sui campi assolati di avamposti lontani

dalla patria, un messaggero alato

mi reca buone notizie dall’Ovest:

qua tutto è in ordine e in pace,

mio caro, la veste profuma

di spigo e i capelli lasciano

nel vento della sera un dolce aroma,

torna presto da me, non lasciarmi

intristire in padiglioni deserti

scrivendo lettere bagnate di pianto,

sospirando baci e carezze,

come se nessuno mi avesse baciato mai

prima, come se la mia pelle

non avesse avuto carezze per altre mani

che le tue…mio amato, alla luna

di mezzanotte sospiro per il ricordo delle tue labbra -.

Dolorosa felicità agita la mia anima,

come i bambù essa freme.

 

Poesia T’ang (618 – 907)

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categoria:dinastia han
lunedì, 08 giugno 2009

LIBERA NOS DOMINE!

 

Siamo stati esauditi nella nostra preghiera. Finalmente l’incantesimo di dover sempre vincere nelle elezioni amministrative in alcuni comuni dell’Alta Val di Cecina, compreso il suo Capoluogo, la città di Volterra, s’è spezzato. Non è stato con un bacio, no, ma con un voto, che le Giunte di “sinistra”, al potere fin dal 1919 (salvo l’infausta parentesi del periodo fascista e dei Podestà nominati direttamente dai Prefetti), sono state spazzate via da un maremoto di malcontento popolare che non ha precedenti, facendo quindi posto a liste “civiche”, molto eterogenee nella composizione “politica”, ma molto coese per la volontà di “alternativa” e per un rinnovamento di volti e metodi di selezione e di confronto coi cittadini. 65 anni di continuità speriamo cedano il passo non soltanto alla “discontinuità”, ma alla creatività, all’entusiasmo. Le roccaforti “rosse” di Volterra, Pomarance, Castelnuovo di Val di Cecina, Monterotondo Marittimo…hanno alzato “bandiera bianca”! Non sempre la resa è stata onorevole, in qualche caso, addirittura s’è rinunciato a combattere. Segno di un logoramento profondo, di un malessere organizzativo, Berlinguer avrebbe detto: “si è esaurita la spinta propulsiva del riformismo di una sinistra non più egemone nei valori e nei comportamenti”. Ma, finalmente, siamo liberi! Ci siamo riappropriati del sorriso, della critica, dell’ironia,  e, probabilmente, della voglia di stare insieme, rivitalizzare una vita partitico-associativa sclerotizzata, possiamo risvegliare l’intelligenza di essere all’opposizione, di dimostrare il legame d’amore che ci unisce ai nostri territori e al popolo senza che esso sia scambiato per “sete di potere” o “tornaconto personale”. Chi lo sa? Forse ci farà bene un bagno di umiltà. E forse farà bene alla democrazia l’alternanza di uomini e partiti alla guida dei nostri comuni. Non tutto il male vien per nuocere, si sul dire. La fatica delle montagne è alle nostre spalle, davanti a noi la fatica delle pianure. L’importante è camminare, perché, come ci dice Machado, è solo camminando che si fa il cammino. Dunque, avanti! e con il sorriso.

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categoria:maremoto politico