Gli ultimi chiacchiericci con Mauro
Stamani Mauro arriva tardi e affannato. Nello spostare due cassette di api che aveva nell’orto, uno gli è scivolato dalle mani cadendo per terra, rompendosi. Ha tentato di raccogliere api, miele e cera e cellette…cos’ì s’è buscato quasi cinquanta punture di api nelle mani, per sua fortuna coperte da guanti. Il pungiglione si è conficcato soltanto per la sua estremità, altrimenti, quando il pungiglione rimane interamente conficcato, continua a vibrare e penetrare nella pelle per permettere al veleno di scaricarsi completamente. Sarebbe stato un grosso guaio. La sua mano e il polso sono gonfi e lo consiglio di andare al pronto soccorso. Ok! Il medico gli prescrive una pomata al cortisone, ma ormai la mano destra e il polso sono inutilizzabili e soltanto domani potranno iniziare a sgonfiarsi. Si parla delle api e della loro perfetta organizzazione sociale. Quest’anno il miele è di ottima qualità, specialmente il millefiori. Si vende a 5,5 € al chilogrammo, vasetto compreso. Un prezzo competitivo. Dalle api si passa a parlare dei calabroni: il più pericoloso è il “cinghialino”, quello fatto con due corpi separati da un “vitino” sottile. Il loro veleno è molto potente, paralizza insetti e animaletti molto più grandi, ed anche per l’uomo, in caso di punture multiple, può essere molto pericoloso per uno schok anafilattico. Hai visto che nidi fanno? No, mai. Io ne ho trovati alcuni in vecchi poderi abbandonati, il più bello a Fosini, al podere San Piero. Era una vera e propria opera d’arte. Centinaia di celle ovoidali costruite a grappolo d’uva, in calce color cenere, affusolate, con all’interno una larva che al momento opportuno avrebbe forato l’involucro uscendo nell’atmosfera! Avevo una bomboletta di un potente gas letale per gli insetti, lo irrorai sul nido provocando la fine d’ogni forma di vita. Aprii le cellette, ma erano vuote. Le larve avevano già preso il volo. E il miele com’è, amaro? Non l’ho mai trovato. Forse lo fanno nel tronco vuoto di vecchi castagni. Credo sia amarissimo. Anche le vespe pungono. Si, ma gli effetti sull’uomo sono più tenui di quelli delle api. Mi ricordo un pomeriggio di settembre, al Campone, Creonte aveva qualche bugno d’api ed io l’avevo già osservato smielare con una maschera a rete d’acciao calata sulla testa, ero andato nella sua vigna a rubare qualche zocca d’uva nera, le api mi entrarono dentro la camicia e cominciarono a pungermi nella schiena! Che dolore! Gli altri ragazzi cominciarono a battere il mio corpo con le mani aperte, per schiacciarle, ma tardi! Presi tante punture, però dopo averci dormito non mi fecero più male. Su questo piccolo avvenimento ci ho scritto una poesia, che se ti fa piacere te la porterò.
Con queste prime piogge, usciranno i funghi? No, l’acqua è stata poca, sotto gli alberi il terreno è asciutto. Dove vai a cercarli, se non è un segreto? Dove s’andava noi i castagni son tutti secchi, c’è entrata la malattia. Ora vado al Monte. Nella Pigna? C’escono, ma è un luogo pericoloso, si può precipitare in una sbalza, e io vado sempre solo, non mi fido più ad andarci. Io andavo dai castagni di Gemello a quelli del Fiornovelli. Son posti buoni, ma anche alla capanna di Bagattella, sopra, dove finiscono i castagni e comincia la palaia e il bosco di cerri, intorno al seccatoio della Boracifera.. Si, ce l’ho trovati anch’io, specialmente alla fine d’ottobre, quando il bosco è meno frequentato. Oggi c’è la fiera in paese. Mi sembra povera. Quella d’agosto è sempre la più misera, a novembre c’era la vendita delle castagne, a giugno degli agnelli e del frumento…ora è cambiato il ritmo dell’economia agricola, però le fiere rispettano rituali antichi. Non c’è nemmeno un banco di giocattoli. Meglio per noi, spenderemo meno per i nipoti che non fanno altro che chiedere! Da oggi ci vedremo di rado, riaprono le scuole. Crescono questi bambini! Sembrano contenti, ma il futuro che li attende mi sembra poco promettente. Ormai non credo più alle ipotesi catastrofiche, come quelle di quarant’anni fa, che ci dicevano che le risorse energetiche del pianeta si sarebbero esaurite nel 2020! L’energia si ricaverà dalle pietre! E’ la mente umana, ossia la metà, quella emotiva, che non fa più progressi da almeno tremila anni! Ma, insomma, noi non vedremo il peggio dei nostri nipoti. Godiamoci questa tregua che ci concede la vita. Ti vedo bene, in forma. Si, non posso nascondere la felicità di questi giorni d’estate, caldi, sereni, luminosi, m’hanno riportato indietro, molto indietro, all’ombra del grande platano dove incidevamo i cuori con le iniziali delle nostre innamorate trafitti da frecce. Sogni innocenti, ricordi? Anche allora stavamo molte ore insieme. E’ davvero un dono sorprendente essere rimasti amici per tutta la vita. Davvero. Allora, a domani. A domani.








