MI PARE UN SOGNO
La lettura del libro di Hancock, Il mistero del Sacro Graal, mi ha riportato di colpo alle letture giovanile della rivista mensile Il Calendario del Popolo nella quale si alternavano i maggiori intellettuali marxisti tra il 1945 ed il 1952. Fin dalla Liberazione mio padre vi aveva sottoscritto l’abbonamento conservando poi tutti i numeri (che ancora ho, perfetti!). Io scoprii la rivista negli anni 1949-1951 quando traslocammo dalla casa di borgo a quella di Via della Repubblica, in pieno centro del paese. Era quest’ultima una delle più alte case costruite, mi sembra avesse cinque piani, risaliva al secolo XVIII, al tempo della costruzione del nuovo tracciato stradale voluto dal granduca di Toscana Leopoldo il Grande. La casa si affacciava direttamente sulla Via e, sul retro, addossata al monte, aveva una chiostra profonda, scavalcata da alcuni traballanti ponticelli di legno, che la collegavano a piccoli orticelli strappati al duro macigno. Vi abitavano numerose famiglie: a piano terra c’erano le botteghe di due calzolari, Garibaldo e Menotti e una di stagnino; al primo piano la casa di Menotti e di sua figlia Elvira; al secondo piano abitava la famiglia Fabbri, composta da Terzilio e sua moglie Nelia e dai tre figli: Torquato, Adele e Maria; al terzo abitava la famiglia del fratello di mia nonna, Paolo Benucci con la moglie Dantina e la figlia Feria,sposata con Adelmo, un volterrano, operaio alla Larderello SpA presso la centrale di Castelnuovo, avevano una bella bambina di nome Diana: al quarto e ad un piano leggermente più rialzato c’era un vero e proprio assembramento: intanto vi abitava la famiglia di mio zio, fratello di mio padre, Gino con moglie (Iris) e due figlie diciottenni, Jolanda ed Eleonora; con loro coabitavano il padre di Iris, Garibaldo (già sindaco socialista dal 1919 al 1921 e fatto dimettere forzatamente dalle minacce del nascente Partito Nazionale Fascista) e il figlio Bimas, separato dalla moglie che aveva con se Mauro, della mia età, e la sorella più piccola, Gabriella; poi c’eravamo io, mio padre Renzo e mia nonna Enélida; infine saliti alcuni scalini si trovava la famiglia di Luigi Settembrini, con la moglie Filomena e i figli Loredana e Sergio, appena nato. Tranne Adelmo e il Fabbri, erano a quel tempo tutti socialisti o comunisti. I diffusori della stampa socialcomunista portavano tutte le domeniche l’Avanti! E l’Unità e due o tre numeri del Calendario del Popolo. In più, ricordo, che alcuni non solo erano iscritti ai loro partiti, ma convinti attivisti di buona cultura, e Filomena, addirittura una valente ritrattista che costruiva magnifici ritratti dei leaders comunisti da esporre nelle grandiose Feste dell’Unità paesane. E fu proprio sulla rivista il Calendario del Popolo che incontrai Ambrogio Donini, lo storico marxista delle religioni. Fu
categoria:ambrogio donini, religione e marxismo






