Kennst Du das Land?...
Itinerario poetico nelle Colline Metallifere Toscane
XII.
San Dalmazio
Nel minuscolo borgo c’è una buona Osteria che potrà fornire un pasto, accompagnato da un bicchiere del pregiato vino locale, ad un prezzo assai modico. Sarà meglio visitare subito la chiesa che custodisce preziosi bassorilievi in ceramica smaltata della scuola dei Della Robbia e una tavola dipinta, osservare quello che resta del poderoso convento di donne di cui nel XIV secolo fu priora la mitica Abigaille, e salire la ripida viuzza medievale sulla quale prospettano notevoli edifici restaurati con cura. Qui c’è la casa di Camillo Serafini, una limpida figura di patriota risorgimentale che ospitò e protesse per alcuni giorni Giuseppe Garibaldi braccato dai soldati austriaci. Qualcuno dei più vecchi abitanti del paese vi racconterà le gesta della rocambolesca fuga dell'eroe dei due mondi e ascoltarlo vi riporterà ai tempi nei quali si poteva donare la vita per l'ideale dell'Unità d'Italia. Ed ora via, verso
III.
Sillano.
Si ritorna sulla strada della Pieve e si prosegue tenendo sempre la destra e suonando il clacson alle curve per segnalare la nostra presenza, dato che la carreggiata è molto stretta. Giunti a un bivio prendiamo a sinistra e dopo cento metri giungiamo ad una chiesetta romantica "
Du bist nicht näher an Gott als wir;
wir sind ihm alle weit.
Aber wunderbar sind dir
die Hände benedeit.
So reifen sie bei keiner Frau,
so schimmernd aus dem Saum:
Ich bin der Tag, ich bin der Tau,
du aber bist der Baum. (17)
Si ritorna indietro e proseguendo sulla strada asfaltata si imbocca una carrareccia a destra che porta ad un podere. Si parcheggia e si salutano con gentilezza gli abitanti. Si possono chieder notizie storiche oppure un semplice bicchier d'acqua, saremo sicuramente appagati! La possente Rocca Sillana, che tanta parte del nostro viaggio ha sorvegliato, ora è davanti a noi, ancora qualche centinaio di metri su uno stretto viottolo ci separano dalle prima mura che oltrepassiamo da una porta diroccata. Esploriamo con cautela i dintorni della grandiosa costruzione ammirando l'arte muraria e l'ingegneria medievale. Poi entriamo da una stretta porta dentro il castello in corso di restauro. Non sappiamo se il suo nome abbia un legame diretto con Silla, il console romano che qui combattè contro Mario, anche se, come par certo, l’attuale fortezza risale ai secoli XI-XIV, prima sotto la signoria di Volterra e successivamente come baluardo della Repubblica di Firenze, verso il territorio senese. Fu anche covo di audaci e crudeli banditi che nel 1386 guidati dal leggendario Martincione, se ne impossessarono provocando morte e distruzione. Tutti furono comunque catturati e giustiziati. Sulle mura interne fioriscono piante selvatiche e papaveri. Il vento, anche un refolo, vi è sempre presente. E com'è il cielo, la fuga delle aguzze montagne verso il mare, come paiono sensuali le groppe delle colline e il fluire di acque pigre in bagliori lontani, lo scoprirete da soli. Se la sera d'autunno fa rosseggiare i corbezzoli, se un cane latrerà in lontananza si potrà far l'amore su queste possenti mura in un piccolo avvallamento protetto dal vento e, magari, addormentarsi al sole, nell'attesa di un memorabile tramonto. Una esperienza vissuta e per me indimenticabile!
Herr: es ist Zeit. Der Sommer war sehr gross.
Leg deinen Schatten auf die Sonnenuhren,
und auf den Fluren lass die Winde los.
Befiehl den letzten Früchten voll zu sein;
Gib ihnen noch zwei südlichere Tage,
dränge sie zur Vollendung hin und jage
die letzte Süsse in den schweren Wein.
Wer jetzt kein Haus hat, baut sich keines mehr.
Wer jetzt allein ist, wird es lange bleiben,
wird wachen, lesen, lange Briefe schreiben
und wir in den Alleen hin und her
unruhig wandern, wenn die Blätter treiben. (18)
La discesa è veloce e riprendendo la strada per San Dalmazio si può raggiungere uno dei tanti residence agrituristici nel pressi di Pomarance ove consumare la cena e godere del meritato riposo. Tuttavia...se una vena di romanticismo vi pulsa in cuore, restate sulla Rocca per ammirare il firmamento stellato e recitate con il divino poeta Goethe:
Der du von dem Rimmel bist,
Alles Leid und Schmerzen stillest,
Den, der doppelt elend ist,
Doppelt mit Erquickung füllest,
Ach! ich bin des Treibens müde!
Was soll all der Schmerz und Lust?
Süsser Friede!
Komm, ach komm in meine Brust! (19)
(continua)
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