sabato, 28 febbraio 2009

Sera tranquilla

 

Sera tranquilla, quasi

con anima serena,

per essere giovane, per esserlo

stato quando volle Dio,

per serbare alcune gioie…lontano,

e poter dolcemente ricordarle.

                        (A.Machado, Gallerie LXXIV)

 

Cara Anna,

non puoi immaginare la gioia che ho provato nel leggere le tue poesie ed i tuoi racconti! Io lo sapevo, lo sentivo, che nella tua mente e nel tuo cuore c’era qualcosa di meraviglioso, la capacità di descrivere emozioni, gioie, dolori, nostalgie, e di farle apparire reali ed immaginarie allo stesso tempo anche a chi, come me, non conosce gli abissi della tua anima.. Sta proprio qui la forza della poesia. In più le evocazioni, i ricordi, di una Firenze che ormai non esiste più, di un mondo che non esiste più nella realtà ma che solo l’arte sa ricostruire facendolo palpitare vivo. Sto leggendo proprio ora i romanzi di Grazia Deledda, un premio Nobel, dimenticato e inattuale, anche da me disprezzato, in una concezione dinamica della storia in rapida e perenne mutazione, nell’incrocio di paesi, etnie, problemi geopolitici ed umanitari, guerre, globalizzazione, esplosione della sessualità ed esaltazione mediatica di rapporti effimeri…vicende virtuali, tutto un mondo alieno, e quei romanzi lontani, in una regione arcaica, nei rituali ancestrali, la Deledda me l’ha portato vivo e vibrante di passioni e pulsioni, sotto gli occhi. Ci mescolo le tue storie, ci mescolo le mie storie, mi ci immergo come in un’acqua amica  per ritrovare “il tempo perduto” ed anche per  godere di sogni timidi che s’affacciano alla memoria.  La tua lingua è una spada, ferisce le coscienze assopite, scava dentro i cuori, sprona a non addormentarci, ad inseguire ideali minimi, i più difficili, perché a rischio di estinzione: quelli nascosti tra le pieghe della superficialità. Leggo e rileggo i tuoi scritti, mi soffermo sulle poesie: vorrei essere  io il cavaliere che galoppa nel tuo cuore…

 

Leggeri come polvere nell’aria

 

Leggeri come polvere nell’aria

volano i miei pensieri

 

Né il vento che turbina

nella mia mente

riesce a cancellare

 

Storie di un giorno

e poi di un nuovo giorno

fatto di minuti di ore

di tempo infinito

 

Dolci e amari ricordi

di amore vissuto

di amore disperso

di vita sospesa

tra sogno e realtà

 

La mia mano imprime

di graffi neri il bianco foglio

i pensieri corrono veloci

come il tempo che incalza la vita

 

Piccole storie che affido

alla terra amica

rugosa dal sole

in questo luglio ardente

ai temporali d’estate

che feriscono il cielo

ai fiori prigionieri

nei vasi di coccio

all’acqua che li disseta

perché vivano un altro giorno.

 

Il cavaliere

 

C’è un cavaliere

in sella al suo destriero

che galoppa nel mio cuore

 

ha armatura di ferro

spada lucente

lancia affilata

 

va per le strade dell’anima

cercando gioia

sfidando invidia

rabbia e dolore

 

il suo mantello è fatto di tristezza

gli occhi celati dalla visiera

mandano lampi di fuoco

 

una timida farfalla

si posa sulla sua spalla

 

egli alza la sua celata

la guarda stupito

ora i suoi occhi hanno

il colore del cielo

e la tenerezza di un bambino.

 

Il marinaio

 

O marinaio

che guardi il mare

dal tuo vascello

 

so che l’ami

come la tua vita

lo temi e lo sfidi

ogni giorno

 

è tuo amico e nemico

è gioia e dolore

 

anch’io piccola donna

navigo nelle sue acque

ora calme ora torbide

 

vi immergo l’anima mia

che sprofonda e poi risale

bagnando la terra

di lacrime salate

 

sei lo specchio

che riflette la mia pena

oso sfidarti ogni giorno

come sfido la vita

che mi fu donata

per non lasciarla

andare alla deriva.

 

Ricordi?

 

Ricordi il nostro

primo incontro?

Il tocco lieve

delle nostre mani

il brivido che le percorse?

 

Il nostro primo bacio

sulla fredda panchina di pietra

dove schizzi d’acqua arrivavano

portati dal vento?

 

Ricordi i baci struggenti

che ci davamo

sulla soffice sabbia del mare

al riparo complice della cabine

e quando mi stringevi a te

quasi avessi paura

di non trovarmi più?

 

Dov’è ora

quel nostro amore?

 

E’ rimasta solo la nostalgia

di quei giorni felici

di quell’amore

che sembrava non finire mai.

postato da: karl38cg alle ore 21:17 | Permalink | commenti
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