KENNST DU DAS LAND?...
ITINERARIO POETICO NELLE COLLINE METALLIFERE TOSCANE
IX.
Solaio, Anqua.
Uscendo da Castelnuovo, in direzione est, sulla strada provinciale per Siena, poco oltrepassate le ultime case moderne e signorili, conviene fermarsi ad ammirare il più bel panorama dell’antico borgo ed a scattare qualche fotografia, particolarmente suggestive quelle con la neve e notturne. Dopo un chilometro, un bivio a destra segnala "ponti medievali". Sono interessanti, soprattutto per far parte del sistema dei "mulini" che, disposti "in serie" sul corso del torrente e sui declivi della collina di Montalbano, assicuravano acqua fluente alle lavorazioni dei minerali (ferro, zolfo, allume, vetriolo) di cui era ricco il territorio nel medioevo. Nelle loro adiacenze alcuni “agriturismo” garantiscono vacanze attive di pesca, trekking ed equitazione. La strada provinciale si svolge dapprima sul fondo valle, poi si apre su orizzonti più ampi, contrassegnati da belle pasture punteggiate di querce secolari e cipressi.
La "Rocca Sillana" si scorge in lontananza, sulla sinistra, a dominare il profondo canyon del torrente Pavone. Al primo cartello stradale "Solaio" si esce su una strada sterrata che si arrampica sul fianco boscoso di una collina raggiungendo, dopo pochi chilometri,
Le strade erano sogni bianche visioni
di libertà ancora troppo ardita
e la vita pulsava semplice e antica.
Con te non avevo paura di andare
nel vento acque vorticose
attraversare bere a fonti segrete
ammansire i cani dei pastori
tremare alle brezze della sera
sulla moto rombante
incontro a sconosciute mete.
Ora mi pare tutto il mondo vuoto
né più risuonano voci nella memoria
ad evocare nomi volti suoni anni
affanni al primo apparir d’amore
in quei borghi sospesi
nei casolari sperduti
dove fanciulle donavano il sorriso.
Come hai potuto morire
tu creatura immortale quale a me
apparivi?
E chi salterà sui tavoli come un ghepardo?
Chi pizzicherà le corde del mandolino?
Chi ballerà con la sposa bevendo
di terre avare l’asprigno vino?
E chi dirà ora che anch’io
mi avvicino ai giorni estremi
ti ho amato come un bambino
mio quando piangevi di timidezza
ai pranzi rituali ti ho amato
garzone di bottega ladro malandrino
poeta amico uomo vero?
Con te non avevo paura di andare
con te la vita più lieve pareva.
In questa terra perdurano le memorie di una giovinetta bella e capricciosa, amante dei piaceri del mondo, poi accanita testimonianza di sofferenza e di espiazione nel nome di Cristo: Clarice Mariscotti, santificata nel XVII secolo col nome di Santa Giacinta e venerata il 30 gennaio insieme a Santa Martina.
Herr Jesus – du hast alle
Frauen, die du nur willst.
Was liegt an meinem Schalle,
ob du ihn nimmst und stillst.
Er verliert sich im Geräusche,
er zerrinnt wie nichts im Raum.
Was du hörst sind andre: täusche
Dich nicht: ich reiche kaum
Unten aus meinem Herzen
Bis in mein Gesicht, das singt.
Ich würde dich gerne schmerzen,
aber mir misslingt
der Wurf, sooft ich mein, Weh
werfe nach deinem Bilde;
es fällt von nahe milde
zurück und kalt wie Schnee. (14)
(continua)
categoria:solaio, anqua, santa giacinta, mariscotti






