Conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico della Valdicecina
La vasta zona compresa tra le città di Massa Marittima e di Volterra, tra le ultime colline digradanti al mare e le crete senesi, non possiede quello che nelle carte turistiche viene contrassegnato “centro di grande interesse”, cioè località o singoli monumenti di eccezionale ed “universale” importanza.
La sua ubicazione, decentrata rispetto ai principali centri urbani e quindi alle aree dello sviluppo sociale, economico, artistico, regionali e provinciali, ne ha di fatto determinato l’isolamento e l’arretratezza, non compensati dai rilevanti aspetti naturalistici o industriali, questi ultimi accentuatasi a partire dal secolo XIX.
Molte le tracce, disseminate su vaste aree, della presenza di antiche civiltà: l’incisione di un bisonte su un ciottolo del Cornia, una tomba a più camere scavata nel tufo, una pavimentazione stradale romana, una fortificazione medievale, le fondamenta di una torre d’avvistamento o di una intera cinta muraria, un capitello corinzio...la testimonianza che l’uomo si era addentrato in queste valli dove scorrevano fiumi dalle acque limpide e calde, tra boschi immensi ed alte colline, che aveva tratto da questa terra il suo sostentamento, costruendovi alloggi e templi, seppellendovi i morti e affrontando vittoriosamente la lotta per la sopravvivenza.
Resti minori, insignificanti per l’uomo d’oggi teso al consumismo più sfrenato in tutti i campi, che spesso forma la propria cultura sui modelli speculativi dettati dalla grande industria del turismo, ma che a molti di noi, abitanti di questa terra, ancora suscitano grandi emozioni, ammirazione e desiderio di approfondire le esili tracce che ci legano al passato per ricostruire la parte più profonda di una identità sempre più cancellata da un modello di vita alienante e mistificato.
Grazie all’opera disinteressata di un esiguo gruppo di volenterosi, sta ritornando alla luce quello che forse può essere considerato uno dei più bei monumenti della nostra zona:
Ma tuttavia questo primo lavoro ci rivela come manchi ancora una coscienza negli Enti Pubblici e negli Organismi preposti alla salvaguardia del patrimonio artistico, per poter attuare interventi coordinati e ben più sostanziosi di quelli assolti oggi, in modo encomiabile, dal volontariato. E nello stesso tempo sorge spontanea la riflessione sulla funzione “nuova” che dovrebbe avere la scuola nella formazione di individui socialmente e culturalmente preparati, che vuol dire uomini proiettati nel futuro che amano, comprendono e proteggono le piccole cose emergenti dal passato, dal patrimonio collettivo dell’oscuro tendere di infinite generazioni all’immortalità.
In questo senso intendiamo dare, come sindacato, il maggior contributo a tutte le iniziative che gli Enti Locali riterranno voler intraprendere, collegandoci con la scuola, l’associazionismo e le strutture pubbliche preposte sul territorio, a partire da una sensibilizzazione dei lavoratori elettrici e del nostro Circolo Ricreativo (Cre), per salvare (come affermano gli studiosi Moretti e Stopani) “alcune opere d’arte della nostra zona dalla distruzione totale, spesso incombente date le pessime condizioni di conservazione”. Tale pericolo si è particolarmente aggravato in questi ultimi anni, causa lo spopolamento delle campagne che ha determinato l’abbandono di tanti poderi e spesso di interi villaggi.
Poiché condivise integralmente riportiamo le considerazioni finali dei due studiosi citati: “...si pone con urgenza il problema della valorizzazione e della conservazione di questo nostro patrimonio storico-culturale, problema notevole la cui soluzione si presenta oltremodo complessa poiché in assoluto il valore artistico dei singoli monumenti è spesso molto limitato e neppure lontanamente confrontabile a maggiori esempi presenti in Toscana”.
Solo nel contesto paesaggistico in cui sono inserite, tali opere hanno un significato e testimoniano gli alti valori della nostra civiltà. E’ chiaro quindi che una soluzione al problema potrà essere trovata solo nella ristrutturazione socio-economica di tutto il territorio della Valdicecina e nel coordinato e costante intervento di quelle forze che ne costituiscono la base politica, economica e amministrativa, in nome di quegli stessi valori di rinnovamento e umanesimo, ai quali si richiamano.
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Scrissi questa pagina sul “giornalino” del sindacato FNLE/CGIL di Larderello nel 1976. M’è ritornata a mente oggi, durante la inaugurazione dell’Antiquarium etrusco-romano” inaugurato a Sasso Pisano, e l’ho cercata in un file che contiene la terza parte di una ricerca sulla “Fabbrica amica”, cioè una antologia di scritti politici e sindacali che coprono il periodo 1964 – 1985, dal titolo provvisorio: “Passioni, speranze, illusioni”. Attraverso i temi che emergono dall’antologia si ripercorrono le tappe più importanti del “dopo nazionalizzazione” a Larderello e, soprattutto, le lotte operaie e popolari per la valorizzazione dell’energia geotermica, l’incremento dell’occupazione e della partecipazione dei lavoratori alla vita politica, culturale e sindacale della grande Fabbrica. Un potente affresco umano su una delle realtà industriali più vaste, originali e complesse della Toscana osservata nell’ascesa della Cgil, da ruolo minoritario a quello maggioritario a Larderello. Cifre, tabelle, dati tecnici e scientifici, punteggiano il testo, si che esso ci offre un’immagine realistica di un’epoca forse irripetibile, un testo sul quale il lettore è indotto alla continua riflessione e che, a buon diritto, entrerà a far parte della “Storia” delle Comunità dell’Alta Valdicecina e delle Colline Metallifere toscane.
Inoltre: lo stimolo positivo delle Organizzazioni Sindacali agli Enti e Amministrazioni pubbliche, riuscì a mobilitare uomini e saperi intorno ai temi culturali, si che, mentre si avviava l’applicazione della geotermia al processo di riscaldamento urbano dei centri abitati, si dava vita con inaspettato vigore, alla scoperta o riscoperta del patrimonio artistico ed archeologico che portò, nel 1985,
categoria:patrimonio artistico, antiquarium a sasso pisano






