KENNST DU DAS LAND?...
ITINERARIO POETICO NELLE COLLINE METALLIFERE TOSCANE
XVIII
Leccia
Ritornati indietro sulla strada verso Larderello, al bivio del “Poggetto Rosso”, prendiamo a destra per Sasso Pisano. Si attraversa una piacevole campagna punteggiata da pecore alla pastura. Dopo alcuni chilometri una piccola strada a sinistra ci porta al minuscolo borgo della Leccia, già possesso del Vescovo di Volterra nel XII secolo e dominio di una donna, la Contessa Willa, di chiara origine longobarda. Una stradina silenziosa lo attraversa tutto, dal bastione alla piazzetta della cisterna, alla chiesa di San Bartolomeo che conserva una pregevole acquasantiera. Dal muro che guarda la valle o oriente scorgerete il bianco Santuario eretto in uno stile che ricorda le costruzioni andine, cioè un porticato con ampie volte su possenti bastioni; non vi sorprenda perché la sua costruzione fu affidata, alla fine del XVI secolo, ad un valente artista, nativo del luogo, ma operante nell’America del Sud e in altri paesi d’Europa, Matteo di Pierantonio Godi (o Gondi) da Leccia. E’ in questo Santuario che si conserva l’antica e artistica tela raffigurante la Madonna del Libro, un'immagine inconsueta nell'iconografia mariana. La Madonna protegge le campagne dalle improvvise grandinate e, soprattutto, i preziosi vigneti ed oliveti. Grande fama hanno sempre avuto il vino e l'olio della Leccia! Non sappiamo dove, esattamente, ma fu proprio nella selva della Leccia che la Madonna apparve ad una bambina tredicenne, Antonina Angelini. Benché il fatto sia stato riportato da molte fonti coeve e attendibili; stante forse lo spopolamento dell'area, non ha assurto alla fama e alla devozione di altre più o meno simili apparizioni, e il processo aperto davanti al Vescovo di Volterra nel 1475 non si è ancora concluso, né con un verdetto favorevole alla veridicità del “miracolo”, e nemmeno contrario. Forse ci vorranno ancora altri secoli affinché la Chiesa dica l’ultima parola e, forse, attendendo altri miracoli, i quali, guardando i perigliosi tempi che ci stanno davanti non mancheranno di certo. Ma, sediamoci all'ombra del pergolato del Circolo e gustiamo un fresco bicchiere di vino locale con un piatto di pane, buristo, cacio pecorino e prosciutto. L'ombra della meridiana che tenderà ad allungarsi non ci metterà ansia di partire. Il nostro viaggio si avvicina ormai alla sua conclusione.
Mein Leben ging – Herr Jesus.
Sag mir, Herr Jesus, wohin?
Hast du es kommen sehen?
Bin ich in dir drin?
Bin ich in dir, Herr Jesus?
Denk, so kann es vergehn
Mit dem täglichen Schalle.
Am Ende leugnen es alle,
keiner hat es gesehn.
War es das meine, Herr Jesus?
War Jesus, bist du gewiss?
Ist nicht eine wie eine,
wenn nicht irgendein Biss
eine Schramme zurücklässt, Herr Jesus?
Kann es nicht sein, dass mein
Leben gar nicht dabei ist?
Dass es wo liegt und entzwei ist,
und der Regen regnet hinein
und steht drin und friert drin, Herr Jesus? (24)
(continua)