giovedì, 30 ottobre 2008

AVA GARDNER

Ritorno da Volterra sotto il diluvio e un vento furioso. E’ tardi. Sono stanco morto. Ma desideravo vedere se c’era la tua lettera. E’ bella! Come te! Anche l’italiano va benino…io sono un Maestro molto esigente. Faremo un esame vis-a-vis, in futuro. Oggi molto lavoro per De Witte e nel pomeriggio una riunione dell’Organo di Indirizzo della Fondazione per approvare il piano programmatico del 2009. Siamo molto prudenti (come tutti i campagnoli) e perciò non abbiamo avuto perdite finanziarie in questa crisi devastante. Oggi ho pranzato con il professor Frederick J. DeMicco dell’Università del Delaware (USA) e la sua signora Cristina. E’ stato un pranzo squisito e simpatico perché io non conosco nemmeno una parola di inglese e loro nemmeno una di italiano:  tuttavia sono stati molto contenti. Domani li accompagnerò per una visita alla geotermia e al caseificio. Nuovo pranzo in una rustica trattoria nel bosco! Sono eccitatissimi. Abbiamo in corso una trattativa con la Università del Delaware per effettuare a Volterra corsi di perfezionamento per centinaia di laureandi. Un affare importante, cercherò di tenerli bene! A tarda sera ho anche una riunione a Volterra dell’Accademia dei Sepolti, devo esserci. Mi sento davvero un “sepolto”. A Torino ho anche curiosato ad alcuni stand della Spagna e assaggiato il prosciutto pata nera (zampa nera!). Mi viene a mente un proverbio che mi aveva insegnato un amico del Guatemala: “Ha il mal del tordo, pata seca, culido gordo!” Quando arrivò la sua moglie li feci dormire nel mio letto matrimoniale. Dopo alcuni mesi dalla sua partenza dall’Italia mi scrisse da Città del Guatemala che attendevano un bambino e dal calcolo era stato concepito proprio nel mio letto! Sono molto felice  per questo evento! Ogni tanto mi manda ancora saluti! Di Torino ho scritto qualcosa nel blog. A proposito di ex, ho anch’io qualcosa da raccontarti: la prima ex fidanzata è adesso una grassa signora  che incontro ogni tanto alla COOP. La saluto e ascolto i suoi commenti banali mentre parla con altre persone. Mi sembra impossibile essermi innamorato di lei! Anche da ragazza aveva idee molto confuse, cioè non aveva idee, ora è una razzista di destra. Sono scampato da un grande pericolo! (Mi potresti chiedere perché mi ero innamorato di lei? Una domanda intelligente: era di una bellezza fulminante, una somiglianza perfetta con Ava Gardner!) Di un’altra ex, invece, inseguo l’amore spezzato. No, forse non inseguo lei, inseguo i miei vent’anni! Abitava a Torino e sono stato tentato di andare in quella via, per vedere se è ancora in quella casa, oppure nella gelateria di via Roma, dove i suoi avevano una gelateria. Ma so’ che non abita più là. E’ diventata abbastanza famosa nella danza. Abita a Roma e non l’ho più vista negli ultimi 40 anni! Ricordo che ballava bene anche da ragazza, specialmente con me, al mare, in un locale all’aperto tra i pini chiamato “Gatto Grigio”. Aveva uno o due anni più di me, mi istruiva volentieri, le devo molto. Ma com’è bella la vita, e come luminosi i ricordi! Nel lungo viaggio in treno da Torino a Follonica (5 ore) ho scritto qualche verso (un po’ pensando a Machado e un po’ a te). Te li mando anche se sono soltanto prove:

 

Proverbi

 

Il treno delle nebbie

 

Le voci del cuore non fanno rumore,

salgono come nebbie in questa pianura

autunnale, ti accarezzano con

languida tenerezza prima che l’azzurro

del mare le disperda.

L’azzurro è una ferita, aceto sulla

piaga d’un desiderio inappagato,

perché laggiù, una donna innamorata

manda baci e sospiri. Il freddo

grigiore m’è compagno su questo

treno delle nebbie che scivola ad Est

mentr’io soffro per l’Ovest lontano.

  

Temo l’amore

 

Temo l’amore che mai s’addormenta                            

e dormir non lascia ed è cosa piena di paura.

Nasce da uno sguardo e non fa rumore,

il suo regno governa senza spada,

ma può spezzare il cuore. Lo sento

entrare in me e accender brame                                                                                                                                      

di sogni inanimati:

sogni di pazzi vecchi innamorati.

 

Donna di Siena

 

Una sera d’ottobre che pareva primavera,

in Fonte Ovile ci giurammo eterno amore,

tra i voli dell’ultime rondini tardive.

Oh! quante lacrime mescolammo

a quelle chiare acque, a quelle tue parole!

Donna di Siena,

faccia d’angelo

e bocca di jena;

i morsi sulle labbra ancor mi fanno male.

 

Buonanotte, carissima.                                                                                            

 

postato da: karl38cg alle ore 22:22 | Permalink | commenti
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