martedì, 23 settembre 2008

Romanticismo

 

Il poeta G. A. Bècquer (1836-1871) è uno dei romantici spagnoli, ma non lo conoscevo. Per fortuna in “ORFEO” Il tesoro della lirica universale, edito da Sansoni  di Firenze nel 1949 (io ho la sesta edizione del 1974, 2102 pagine fitte fitte), ho trovato ben sei liriche, tra le quali quelle che mi aveva segnalato una amica: per un bacio, la poesia, torneranno le brune rondinelle…Concordo su tutto ciò che mi ha scritto l’amica sul romanticismo e sul suo ruolo innovativo nell’Ottocento. E’, se si vuole, il contrappunto poetico all’ascesa ed alla affermazione della borghesia che ha rivoluzionato il sistema di produzione nell’Occidente, porre al centro della scrittura letteraria l’uomo, nella sua dimensione totale, materiale e spirituale. Questo periodo della storia della letteratura è ricchissimo di grandi voci liriche che non solo hanno scavalcato il loro secolo, ma sono giunti e continuano a giungere fino a noi, nonostante i limiti ideologici del romanticismo. D’altra parte la poesia ha questo dono e questa condanna: cogliere in nuce, anticipare, i tempi futuri. Ed il romanticismo anticipò con largo margine di tempo il realismo, il surrealismo, l’ermetismo e la poesia moderna, senza ritmo e senza rima, poesia per chi non scrive né legge poesia…Per quanto mi riguarda mi considero un “figlio minore” del romanticismo, all’inizio del mio scrivere un degenere postromantico, successivamente, a contatto con la poesia del Novecento, ho cercato e cerco ancora una mia strada personale verso la poesia totale ispirandomi al “poetismo”, ed in particolare al poeta Seifert  ed ai suoi amici, Halas, Neumann e Mahen.

Riferendomi alla poesia “Torneranno  le brune rondinelle” ed al motivo struggente del mancato ritorno, ossia la velocità del tempo che non consente ad alcun essere vivente né l’eterna giovinezza, né,  l’immortalità:

 

…torneranno le brune rondinelle

a sospendere i nidi al tuo balcone,

e di nuovo con l’ala picchieranno

ai tuoi vetri per gioco;

 

ma quelle che nel volo si libravano

a mirar la tua grazia e il mio sorriso,

quelle che i nostri nomi ricordavano,

esse, non torneranno!

 

Non solo non ritorneranno, ma quelle che giungeranno, non troveranno né nomi, né grazia, né il mio sorriso. Tutto cambia incessantemente nel fluire del tempo, di noi, come delle rondini, non resterà memoria. Mi ricordo i versi di una canzone famosa del primo Novecento, di cui ho dimenticato il nome, che mi aveva illuso che le rondinelle tornassero e che la mia gioventù non sarebbe mai tramontata: “sotto la gronda della torre antica,/ la rondinella amica,/ al rifiorir del mandorlo è tornata!/ Ritorna tutti gli anni, sempre alla stessa data, monti e mari essa varca per tornar!/”. Ma anche in questo ritorno la rondinella troverà qualcosa di cambiato…un amore è finito, la donna è partita…La partenza delle rondini di Saba, aver assistito di persona alla “grande partenza delle rondini” da Via Giusti e dai fili del telefono del Sorbo, la lettura delle brune rondinelle di Bécquer, mi hanno ispirato una poesia, nel desiderio di donne amate:

 

Ultima sera d’estate

 

Non tutte le rondinelle son partite,

non tutte le speranze son perdute.

Guarda come oblique volteggiano

nell’ultima sera d’estate, i voli

s’intrecciano col lieve ondeggiar

del salice, poi, lo sappiamo,

verrà l’oro ingannevole del bosco,

e il vento sibilerà tra i rami mesti.

San Martino ci regalerà uno scampolo

di sole e la speranza prenderà vigore.

Noi siamo forti mie amate, resisteremo

al gelo, nell’etere ci scambieremo baci

nell’attesa di nuove primavere.

 

postato da: karl38cg alle ore 10:10 | Permalink | commenti
categoria:bécquer, le rondinelle