KENNST DU DAS LAND?...
ITINERARIO POETICO NELLE COLLINE METALLIFERE TOSCANE
VIII.
Castelnuovo di Val di Cecina
Dalla Fattoria di Bruciano si ritorna sulla strada rotabile 439 proseguendo in direzione nord. Oltrepassato il podere Campomurato, si ammirano, sulla destra, i rilievi montuosi delle Cornate di Gerfalco, del Poggio di Mutti e della Carlina, ricoperti da un fitto mantello arboreo. Bellissimi panorami si affacciano sulla valle del Torrente Pavone e sul castello di Fosini, abbarbicato sopra la bianca scogliera calcarea. Conviene fermarsi in una delle piazzole sul lato della strada per scattare una fotografia ed ammirare il paesaggio. La strada ha un tracciato sinuoso dentro un grande bosco. Sono i vasti querceti e castagneti che circondano da tre lati il pittoresco borgo di Castelnuovo Val di Cecina, nel medioevo Castri Novi o Castelnuovo di Montagna. Allora il castagno e i suoi frutti, soprannominati "il pane dei poveri", davano lavoro e cibo agli abitanti che intorno a questo albero hanno costruito una parte importante della loro cultura. In ogni stagione il castagneto ha un suo fascino: violaceo e scheletrito in inverno se non stretto dalla neve gelata; fiammeggiante nella gamma dorata dei colori d'autunno; e poi mantello di verde sulle pendici dei monti, ammiccante sentieri, sorgenti e frescure. Ed ecco il paese. In verità, da questo lato, non si offre la veduta della struttura urbanistica dell'antico borgo, tutto costruito su uno sperone di arenaria. Ma nel borgo, nelle sue viuzze silenziose e disadorne, nelle sue piazzette e slarghi, dove si va soltanto a piedi, occorre soffermarsi a lungo. Non ci sono monumenti significativi, né musei, taverne, bar e pizzerie. Solo la pietra, il cielo e il vento.
Ein Mauerwerk zerbröckelt in das Schweigen,
Worein die Fugengräser sinken, steigen:
Das Mittelalter in ihm rührt sich nicht,
Das Altertum in ihm, es spürt sich nicht.
Die Ritzengräser heben sich und sinken,
Wenn Windeskrüppel durch die Stille hinken.
Die gehen vorbei, sie haben keinen Stecken,
Die Jugend im Gemäuer aufzuwecken.
Vielleicht, dass wir sein Einst uns nur erdachten
Und Treppen in den Zeitenspuk uns machten.
Vielleicht, das Gott uns Zeitenräume gönnte,
Doch Welt nicht ist, was je erwachen könnte.
Denn alles ist schon wach, was um uns her ist,
Was rispenleicht und backsteinmauerschwer ist.
Die Arche des Vergangnen, das wir schufen,
Bei Tag, bei Nacht,
Die Zukunftsfracht
Auf Wolkenschlitten ohne Kufen. (10)
Qualche vecchia ciarliera vi racconterà la sua storia, qualche profumo d'intingolo uscirà da una finestra socchiusa, e un gatto vi attraverserà furtivo la strada. Forse ascolterete lingue diverse: tedesco, albanese, marocchino, inglese, rumeno, spagnolo...non vi meravigliate sono i nuovi abitanti, alcuni solo temporanei ospiti, altri fattisi ormai "castelnuovini" in una terra stravolta dalle migrazioni. Risaliti sul corso principale, fermatevi a bere un bicchier di vino o una birra o a mangiare un panino, ascoltate e guardatevi intorno, rilassatevi, non ci sono né urgenze né imprevisti o ansie ad assillarvi. Se avete interesse alla storia contemporanea potrete recarvi sul luogo ove il 14 giugno 1944 furono uccisi per rappresaglia dalle SS italo-tedesche, 77 minatori, oppure ai cippi più appartati degli altri 8 partigiani fucilati in quei giorni, e leggendo i nomi e le epigrafi incise sui marmi commemorativi pensare alla disumanità della guerra rafforzando pensieri di pace e di fratellanza.
Anmut sparet nicht noch Mühe
Leidenschaft nicht noch Verstand
Dass ein gutes Deutschland blühe
Wie ein andres gutes Land.
Dass die Völker nicht erbleichen
Wie vor einer Räuberin
Sondern ihre Hände reichen
Uns wie andern Völkern hin.
Und nicht über und nicht unter
Andern Völkern wolln wir sein
Von der See bis zu den Alpen
Von der Oder bis zum Rhein.
Und weil wir dies Land verbessern
Lieben und beschirmen wir’s
Und das liebste mag’s uns scheinen
So wie andern Völkern ihrs. (11)
Potrete infine decidere di pernottare: un motel moderno e alcuni agriturismi vi attendono con cortese ospitalità. Noi, che siamo nati e vissuti in questo borgo, nutriamo verso esso sentimenti d'odio e d'amore, sentimenti che potrete immaginare pensando al "natio borgo selvaggio" ed al cimitero di Spoon River: anche il nostro è sulla collina e racconta, con le lapidi dei morti antichi, forse più storie di quanto oggi non facciano i vivi.
Wir gehen um mit Blume, Weinblatt, Frucht.
Sie sprechen nicht die Sprache nur des Jahres.
Aus Dunkel steigt ein buntes Offenbares
Und hat vielleicht den Glanz der Eifersucht
Der Toten an sich, die die Erde stärken.
Was wissen wir von ihrem Teil an dem?
Es ist seit lange ihre Art, den Lehm
Mit ihrem freien Marke zu durchmärken.
Nun fragt sich nur: tun sie es gern?...
Drängt diese Frucht, ein Werk von schweren Sklaven,
geballt zu uns empor, zu ihren Herrn?
Sind sie die Herrn, die bei den Wurzeln schlafen,
und gönnen uns aus ihren überflüssen
dies Zwischending aus stummer Kraft und Küssen? (12)
(continua)