Oggi è stato un gran giorno!
Oggi è stato un gran giorno! E’ infatti uscito l’atteso aggiornamento al dizionario bibliografico “Le Joujou des Demoiselles”, la cui prima edizione risale al 1750. Un testo assolutamente da non perdere per specialisti di antropologia culturale licenziosa. E’ un’opera costosa, ma vale i 450 €, se non fosse altro per l’accurata legatura con carta pettinata a colori e tassello di pelle rossa con titolo impresso in oro al dorso. Tra le poesie segnalate, di vari autori, abbiamo gustato Le jeu d’amour, Le ca ca, La femme de bon apetit, Les filles de joye, Femme sembables aux mules, A une laide pu…, Le bon doigt, Sur les femmes qui montrent leurs seins…Tra queste perle compare anche “Di passere e d’altri uccelli…” il noto, e ormai introvabile repertorio di 1200 proverbi della più genuina trivialità toscana, che ha già ricevuto gli ambiti primi premi alla Fiera degli Uccelli di Crespina ed a quella delle Civette di Terricciola. Si tratta, come sappiamo, di un libro “francescano” come lo ebbe a definire il suo autore, memore delle prediche, spesso inutili, che il Santo fece per avere la passera di Chiara, prima di rivolgersi direttamente all’uccellame misto, cappuccini, tordele, e capinere. Un libro, insomma che avvicina il lettore alla vera Natura, fonte della vita medesima e della vera religione senza le perifrasi e le maliziosità tanto care alle nostre nonne, che nell’età fiorita ci dicevano “hai la voce come un gallerone”, oppure “hai un visino smunto smunto” e ci ammonivano, la sera, rincalzandoci le lenzuola, di tenere tutte e due le mani fuori delle coperte, per evitare pericolosi toccamenti, mentre avrebbero fatto meglio a dirci schietto schietto: “O bimbo, tu devi trombà! Devi chiavà!” Forse lei, buonanima, si rammentava l’enciclica pontifica di Pio XI “Casti connubii, sed non exageramus (1930) che affermava: “…la novella e baldanzosa gioventù che s’affaccia alla scoperta del mondo che la circonda, e quindi anche della potta, che sia sempre benedetta…”, come ben descrive l’introvabile testo di Georges Marchettus, “Dizionario ragionato di lingua volgare, anzi volgarissima ad uso delle scuole miste degli scolopij fiorentini”: “…a questo proposito vale la pena di ricordare che trombà e chiavà sono similissimi, come si rileva nell’amenissima chanson de bouduir per coretto polifonico e viola da gamba, da eseguire sulle note di una celebre aria rossiniana: “chi tromba chiava/chi tromba chiava/e chi non tromba/si ciuccia la fava…”, nella quale l’apparente conflitto dei due termini ‘trombare’ e ‘chiavare’ si risolve nel gustoso nonsense del ‘ciucciarsi la fava’…atto non disdicevole né privo di soddisfazione per quanto difficile da eseguirsi, riuscito soltanto al buon Salieri nell’intento di far dispetto a Mozart.” Gustoso aforisma di Roman Vladescu, Manualetto pratico di melodia, acrobazie e sesso ad uso di tutti, Edizioni del Braghettone, 1989.






