martedì, 14 ottobre 2008

Pensieri di una notte agitata dai “pici all’aglione”

 

Nella primavera 1956 lo “squadrone” delle guardie all’interno della Fabbrica di Larderello sfiora oramai le sessanta unità. Lo comanda il tenente colonnello Carlo Corvo, e il suo scopo principale consiste nell’intimidazione dei comunisti e della Cgil, nella delazione di comportamenti ritenuti offensivi per le gerarchie della SpA, della DC, della CISL e dei ministri della chiesa reprimendo ogni forma di dissenso interno alle maestranze. In particolare si vuole impedire il contatto dei lavoratori con la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla condizione delle libertà all’interno della fabbrica per permettere, nelle elezioni per il rinnovo della Commissione Interna, il sorpasso della Cisl sulla Cgil, sindacato maggioritario fin dall’avvento della democrazia dopo la dittatura fascista. Uno dei mezzi più odiosi e temuti dai lavoratori è “la tabella”, una bacheca affissa al muro del fabbricato di Piazza Leopolda, in prossimità dell’Ufficio delle guardie e della Direzione aziendale, nella quale, ogni giorno, compaiono i nome dei lavoratori ammoniti e multati. E’ un periodo triste e buio nel quale tutti i mezzi repressivi sono messi in opera per assecondare l’azione più complessiva, scatenata in Italia nei grandi complessi industriali, degli apparati anticomunisti degli Stati Uniti d’America. Di questo periodo drammatico ne parlo estesamente nel libro “Fabbrica Amica. Sindacato e lotta politica a Larderello, 1944-1956”, uscito nel 1998 per le edizioni di Gian Piero Migliorini di Volterra. Chi sa perché, nell’afa di una notte insonne – cenato tardi con “pici all’aglione” -,  rimuginando la scelta annunciata dal compagno Cofferati di non ripresentarsi candidato alle prossime elezioni amministrative di Bologna, per poter stare insieme al suo figlioletto Edoardo, m’è tornato alla mente quel tempo di lotte, di sofferti eroismi, di sacrifici (non solo personali, ma di intere famiglie), per un ideale che, forse disumano, andava al di là dell’intimo e guardava agli interessi della “classe operaia” e dei popoli oppressi dall’imperialismo in tutto il mondo e non certo alla conquista di posizioni di potere lautamente ricompensate. M’è apparso, Cofferati, patetico, quando ha candidamente annunciato (naturalmente attraverso un grande battage mediatico), che “si metterà a disposizione del suo partito” e, se Edoardo vorrà, potrà fare il “pendolare” da Genova al Parlamento Europeo di Strasburgo…Vabbé, ci ritroviamo quel che ci meritiamo!

 

La tabella

 

C’è stata fino agli anni sessanta

alla porta della Direzione

la tabella di legno marrone

dove ogni giorno venivano

segnati i cattivi operai,

quelli che non rispettavano

il padrone.

Bastava una parola più ardita,

un lieve ritardo al mattino,

una fiducia tradita

per vedere il tuo nome

tra i compagni puniti, talvolta

senza saper perché e come.

Ora so che era un onore

- allora avevo paura -

venir messi in tabella,

aver dura la vita

pagar gabella al sistema

per non chinar la testa

di fronte a guardie e ruffiani,

spie e democristiani.

Sempre le vittime

costruiscono il futuro.

 

E, sempre nella stessa notte “dell’aglione” sfogliando le poesie di Erich Fried, mi sono imbattuto in un testo stupendo (perdonatemi se ve lo propongo):

 

Karl Marx 1983

 

Se dubito

di chi

ha detto

che il suo motto favorito è

“Bisogna dubitare di tutto”

lo seguo

 

E come potrebbe invecchiare il suo principio

che “il libero sviluppo

di ognuno

è la condizione

per il libero sviluppo di tutti”?

 

Chi invecchia

sono quei suoi discepoli

che continuano a dimenticare

quelle parole

 

Delle sue scoperte

ne sono invecchiate

dopo tanto tempo

meno di quante si aspettasse

 

Chi dice morta la sua opera

e le ragioni

per cui la dice morta

prova soltanto

quanto sia viva

 

E chi vi crede alla lettera

e vuole provare

la validità di ogni parola

prova quanto avesse ragione

 

(e perciò quanto torto)

quando irrideva:

“Je ne suis pas un marxiste”

 

Stasera vi do la buonanotte credendo di dormire come un sasso, infatti mi sono tenuto leggero con un minestrone di sola verdura. A presto, miei cari amici, noti e sconosciuti.

postato da: karl38cg alle ore 21:02 | Permalink | commenti
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