sabato, 20 settembre 2008

De Witte, Tavernari e l’oscurantismo!

 

Con la fine dell’estate e la fine di un periodo di sogni e di angosce, ho deciso di “impegnarmi” a fondo per la realizzazione della grande mostra relativa al pittore fiammingo Pieter De Witte che si aprirà a Volterra il 30 maggio 2009. De Witte è un pittore oscuro, poco conosciuto, non certo all’altezza di Van Eyck, e dei grandi “rivoluzionari” Giotto, Giorgione, Antonello, Rembrandt e Ricasso, essenzialmente un pittore “di chiesa”, anche se dotato di fantasia e senso del colore e dello spazio. A Volterra sono custodite tre grandi tele, altre arriveranno da molti musei e gallerie italiane ed europee; sia di De Witte che dei suoi contemporanei, compresi arazzi, disegni e sculture. Sarà una scommessa sensibilizzare i cittadini volterrani e quelli italiani, tedeschi, olandesi e di altre nazioni europee, raggiungendo e superando il traguardo delle presenze registrate per recenti eventi volterrani, quali, ad esempio le mostre sugli etruschi e sul medioevo. Perciò ho iniziato a ripassare le mie scarse nozioni sull’arte figurativa, consultare cataloghi, monografie, biografie ed anche qualche antica frequentazione con pittori e grafici, come Calabria, Viviani, Guttuso, Caruso, Cascella…Ed è stato proprio sfogliando il volume illustrato di Bruno Caruso “Manoscritto sulle meraviglie della natura”, che ho ritrovato una lettera proveniente dall’Università degli Studi di Pisa, Istituto di Storia dell’Arte, giuntami il 15 luglio 1967, firmata dalla dr.sa Maria Laura Cristiani con i saluti del prof. Ragghianti.

La lettera riguarda un episodio “curioso e sconcertante” avvenuto a Larderello in quella estate, la censura operata dai dirigenti di un Circolo Culturale, sostenuti dal parroco e da un gruppo di “ben pensanti”, a proposito di una mostra del pittore e grafico Vittorio Tavernari le cui opere, esposte per due o tre giorni nelle sale del Circolo, erano state tolte e riposte negli imballaggi in attesa di essere rispedite al mittente. Ma cosa c’era di tanto scandaloso nei guazzi e disegni? Alcuni nudi, molto classici, studi del corpo umano, più che compiacenze all’erotismo o alla ricerca di “scandalo”. Maria Laura Cristiani scrive: “…vengo ad apprendere l’incredibile fatto accaduto a Larderello in riguardo alla mostra di Vittorio Tavernari. Cosa dirle? Sono fatti che lasciano così amareggiati e perplessi, che qualunque commento è inadeguato. Ho cercato di appurare in qualche modo la vicenda, che è, comunque la si guardi, “sconsolante”. Ma tant’è, questa è la forma mentis della gente tra cui dobbiamo vivere ed operare, e scoraggiarsi sarebbe ancora peggio. In quanto al buon parroco, che, certamente in buona fede, ha ritenuto di doversi armare contro tali innocenti mulini a vento, valga la massima manzoniana: Omnia munda mundis!”

Sull’episodio scrissi allora una poesia Omnia munda mundis, nella quale ironizzavo sulla ben più corposa collaborazione offerta da un parroco di Larderello per soddisfare le voglie sessuali del capo della industria chimica, Piero Ginori Conti, ossia “il principone”, e del clima di sottomissione di mariti e familiari delle piacenti e compiacenti donzelle:

 

Omnia munda mundis

 

Fu per una mostra di acqueforti

e guazzi di Tavernari uno scandalo grande,

il prete tuonò rimproveri aspri

per membra e torsi

senza veli e mutande.

Laura mi scrisse una lettera

amica, questa la realtà, questa

la fatica;

tutto è puro per i puri di cuore

e noi abbiamo purezza,

intelligenza, amore.

Si, lo sapevo e tuttavia

un poco mi dolevo d’aver turbato

                                   i pensieri,

scatenato desideri repressi

di gente innocente.

Era di maggio e nella chiesa antica

il canto dolce e forte

saliva alla Madonna

oltre il corrotto mondo

e la morte.

Così fu scoperto il passaggio

segreto tra l’ufficio-museo

e il Tempio austero

dove fanciulle in fiore

- a Dio piacendo –

vendevano l’onore al padrone

                                 gaudente.

Nella sera viola

il nostro riso

si mischiava al canto,

sul sagrato di Piazza Leopolda,

di Ser Cepparello, impavido impudente!

 

L’oscurantismo erotico s’è di molto annacquato, ma l’oscurantismo emanato dal sonno della ragione continua a generare mostri e sofferenze all’umanità, specialmente per i creduloni.

postato da: karl38cg alle ore 11:50 | Permalink | commenti
categoria:de witte 2, tavernari, loscurantismo, omnia munda mundis